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La prestazione di Pessina alla Pistoia-Abetone 2023

Pistoia-Abetone 2023, Simone Pessina porta nuovamente la Brianza sul secondo gradino del podio

Secondo posto per due anni di fila, ma tempo migliorato di quasi ben 5 minuti: questa la prova, in sintesi, del brianzolo Simone Pessina a questa 46^ edizione della Pistoia-Abetone.

Dopo aver partecipato alla Pistoia-Abetone del 2022, posizionandosi alle spalle solamente del ruandese Simukeka, e aver vinto, in terra olandese, la RUN Winschoten, nonché collezionato una terza posizione alla Strasimeno 2023, l’usmatese Simone Pessina ha raggiunto ancora un risultato di grande valore, terminando la Pistoia-Abetone nuovamente al secondo posto.

La prestazione di Simone Pessina

Alla 46^ edizione di questa classica ultramaratona competitiva in terra toscana, che si tiene ogni anno nell’ultima domenica del mese di giugno (il 25 in questo caso), e che si estende lungo un percorso di 50 km che parte dal Duomo di Pistoia fino ad arrivare alla Piazza delle Piramidi all’Abetone, il corridore brianzolo dell’ASD Bergamo Stars Atletica ha disputato una grande prova, migliorando il tempo dello scorso anno, nonostante alcuni problemi fisici che l’hanno colpito nel corso della gara.

Lungo tutti quei km e dopo un dislivello positivo complessivo di ben 1.830 m, Simone Pessina ha tagliato il traguardo in 3:34:50, stracciando, come detto precedentemente, il tempo dello scorso anno di quasi 5 minuti (3:39:44). Meglio di lui solo Michele Belluschi, corridore esperto della Atletica Recanati, che ha tagliato il traguardo con un tempo impressionante di 3:30:11; dietro Pessina, invece, al terzo posto, è arrivato Younes Zitouni, corridore marocchino dell’Osteria dei Podisti.

In esclusiva per MBNews, Simone Pessina ha rilasciato un’intervista in cui ha raccontato impressioni e pareri a margine di un evento così impegnativo.

Le dichiarazioni

2° posto lo scorso anno, 2° posto anche quest’anno: ha migliorato il proprio tempo di quasi 5 minuti, che differenze ci sono state tra la scorsa edizione e questa?

“L’anno scorso è stato uno scrollarsi di dosso la sabbia e i depositi di un periodo agonistico e personale difficile, che mi aveva lasciato scorie addosso importanti: sia in termini di preparazione, che emotivi, che soprattutto di salute, perché a inizio giugno avevo contratto il Covid, in forma sintomatica. Inoltre, a questo si aggiungeva uno stato di preparazione difficile che non mi ha consentito di rendere come avrei voluto. Di conseguenza l’edizione scorsa avevo scelto di correrla con più tranquillità e serenità. La seconda posizione del 2022 sicuramente era dovuta anche al fatto che non ci fossero gli atleti italiani più competitivi sulla scena. Quest’anno, invece, è andato tutto diversamente: mi sono fatto trovare più pronto e allenato, e anche la gara aveva un canovaccio tecnico di atleti più qualificato, soprattutto di italiani”.

Com’è andata la gara?

“Sin dall’inizio siamo partiti più forte sulla parte piana, ma nella prima parte di salita ho corso con un ritmo inferiore; nella parte pianeggiante, invece, siamo andati tutti fortissimo. Il problema fisico che ha limitato la parte finale della mia prova, l’ho riscontrato sulla parte collinare, ed è stato dovuto alla difficoltà nell’assorbimento dell’acqua. Ho dovuto tagliare drasticamente i rifornimenti al fine di non vomitare e rischiare di finire ancora più malamente la gara. Colpa del caldo? Può essere stato sicuramente un fattore, ma come faceva caldo per me lo faceva per tutti, e comunque non è stata la prima volta quest’anno che ho corso con temperature così alte: già lo scorso mese, ad Aosta, alla mezza maratona, le temperature erano state proibitive. Personalmente sono uno più da climi freddi, il caldo è un fattore di stress in più. In questa Pistoia-Abetone, quello che ha aiutato molto noi atleti è stato l’orario di partenza, fissato alle 7 di mattina, che ha sicuramente reso quelle 3 ore e mezza di fatiche più sopportabili”.

Il suo avversario l’ha preceduta all’arrivo di 4 minuti, migliorando anche il tempo di Simukeka, vincitore dello scorso anno. Dato che ha già vinto una 50 km, qual è quel dettaglio da sistemare, se ce n’è uno, per poter vincere questa gara?

“Belluschi, oltre ad aver disputato un’ottima gara nel complesso, ha corso forte l’ultima salita e, alla fine, ha fatto registrare un tempo incredibile, che vale il 9° tempo nella storia della Pistoia-Abetone. Se non avessi avuto quel problema fisico, probabilmente sarei potuto arrivare più vicino a lui. Ma con i se e i ma non si va da nessuna parte, e comunque mi posso dire molto contento di quello che ho fatto”.

Più in generale, com’era il livello degli avversari?

In questa edizione, è vero che c’era un lotto importante di validissimi corridori italiani, ma mancavano i migliori atleti africani, tra i quali Simukeka stesso. Voglio sottolineare l’ottima prova del marocchino Zitouni, che gareggia nella zona emiliana, arrivato proprio alle mie spalle: è un ottimo corridore.

Al di là del problema riscontrato in gara, com’è arrivato fisicamente a questo importante evento?

“Convivo ancora con problemi fisici alle ginocchia, quindi non posso dire di essermi presentato al massimo delle mie possibilità, nonostante l’ottimo allenamento alle spalle. Sicuramente ero decisamente più pronto rispetto all’anno scorso, e credo che sistemando vari dettagli sull’alimentazione potrò essere ancora più competitivo l’anno prossimo”.

Che impegni ha in agenda nel prossimo futuro?

“Tra 2 settimane parteciperò alla Bormio-Stelvio: una gara che parte a da 1300 mslm e arriva a 2.700 m. Per me sarà la prima volta, e sinceramente c’è la grossa incognita di come funzionerà l’aspetto aerobico in relazione all’altitudine. Perché da sopra i 2.300 metri di quota tutto si fa molto più complicato a livello fisico: di respirazione e gestione delle energie. Il favorito? Ci sarà nuovamente Belluschi che l’ha già corsa un 5-6 volte e in 3 edizioni è arrivato primo. Tuttavia non è importante, io andrò lì per correre come ho sempre fatto e vediamo cosa riuscirò a fare”.

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