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Stefano Velatta, il Puma

Stefano Velatta ha 46 anni, vive a Biella assieme alla moglie e a due figlie. Da alcuni anni pratica con soddisfazione l’atletica leggera, in particolare l’ultramaratona. 

Stefano è stato tesserato con l’Atletica Castello (2010-13), poi con l’AS Gaglianico 1974 (2014-16), con l’ASD Olimpia Runners (2017), l’Atletica Paratico (201819) e infine con i Maratoneti Genovesi (202022), società con sede a Genova, guidata dal presidente Claudio Vassallo.

Alcune domande gli sono state rivolte per conoscere il suo approccio con il suo sport preferito.

Quando hai iniziato a praticare l’atletica leggera? «Ho iniziato con l’atletica nel 2011 dopo 10 anni di ciclismo su strada».

Cosa ti ha spinto a cominciare? «Ho cambiato, perché un mio amico ciclista ha iniziato a parlarmi della corsa che lui usava come alternativa alla bici e si divertiva. Così ho provato ed è stato subito amore per questo sport»».

Com’è il tuo approccio all’allenamento? «Oggi mi alleno molto seriamente. Cerco sempre di portare a casa qualcosa di buono. Difficilmente esco tanto per uscire, anche quando mi alleno per recuperare lo faccio sempre con meticolosità. Ero così anche in bici; mi piace inventare allenamenti anche al limite delle mie forze. A volte rientro in casa distrutto ma felice».

Riesci a conciliare l’atletica con l’attività lavorativa? «Con il lavoro faccio un po’ i salti mortali; a volte sono costretto ad allenarmi in orari proibitivi, anche nelle ore notturne».

Quante gare fai mediamente all’anno? «Tanti mi rimproverano di gareggiare troppo. È vero però a volte uso le gare anche per allenare e fare esperienza. Adesso però ho deciso di scegliere con più selezione gli obiettivi».

Com’è la tua alimentazione? «Seguo una dieta che mi prepara un ex ciclista professionista, bilanciata e soprattutto sicura; soprattutto lavoriamo per trovare le giuste dosi per il pre e post-gara e allenamenti».

Utilizzi integratori? «Uso integratori Ethicsport, i quali in parte mi sponsorizzano ».

Ti sottoponi a esami del sangue periodici e altre analisi oltre alla visita per il certificato agonistico? «Sono un donatore di sangue da più di venti anni e faccio sei donazioni all’anno, donando il plasma, quindi sono sempre sotto stretto controllo».

In genere, qual è a tuo giudizio la maggiore criticità in una manifestazione podistica: prezzo, assistenza atleti, traffico automobilistico, scarsa sensibilità dei cittadini o altro? «Io penso che ormai i prezzi abbiano raggiunto un livello altissimo, i premi sempre meno, ma la gente che corre aumenta sempre più, c’è qualcosa che non torna. Io mi inquieto molto quando in una gara sbaglio strada e quindi butto via una prestazione magari ottima e poi non ti chiede scusa nessuno».

Nel libro di Fabrizio Lavezzato, Stefano Velatta, Puma. Una storia di vita e di sport, Edizioni Vallescrivia, Novi Ligure (GE) 2020, è raccontata la storia dell’ultramaratoneta: dagli inizi nel mondo del calcio, poi il ciclismo e infine la corsa. Puma è il suo soprannome sportivo. Stefano eccelle soprattutto nella gare di lunga distanza, pur distinguendosi anche nelle più brevi. Egli ha una corsa elastica e muscolare. Pur raggiungendo i suoi migliori tempi in percorsi prevalentemente pianeggianti, non si trova male anche in quelli più ondulati. Oltre alle ultramaratone, Stefano prende parte alle gare su distanze minori con discreti riscontri cronometrici. La sua prima gara è stata la BiellaOropa, quando era ancora a digiuno di conoscenze del podismo e così Stefano corse con un paio di calzature da tennis. Nel testo di Lavezzato, laureato in Chimica all’Università degli Studi di Torino, che lavora in aziende produttrici di beni di largo consumo, anch’egli praticante le corse di lunga distanza, sono riportati le avvincenti sfide in gara con altri ultramaratoneti come Marco Lombardi, Enrico Maggiola, Giorgio Calcaterra, Carmine Buccilli, Marco Ferrari, ecc. Il racconto della gara è nutrito con quello dell’apporto della sua famiglia, la moglie Morena, le figlie Noemi e Sveva. Quindi i sogni dell’atleta, le speranze, le vittorie, ma anche le inevitabili delusioni, le metodologie di allenamento, le strategie alimentari e le integrazioni seguite negli anni, il tutto trasmesso attraverso un linguaggio appassionato, ma al contempo semplice e vivace.

ALLENATORI Stefano ha conosciuto Clelia Zola, il suo primo allenatore, in occasione di una gara non competitiva a Viverone. Clelia in quell’occasione pronosticò che l’atleta avrebbe vinto la gara. La signora Zola, presidente oggi della Fidal Piemonte, lo ha seguito nei suoi primi anni di attività. Stefano si è così allenato assieme alla siepista nazionale Valeria Roffino nella pista di atletica a Biella già dal 2011. Poi gli allenamenti sono proseguiti sempre sotto la supervisione della Zola. Fin quando un giorno il campionissimo Vito Melito si è proposto di allenarlo per il Passatore. Stefano ha pensato che ci potesse essere una collaborazione tecnica tra Zola e Melito, ma Clelia non fu dell’avviso. Così Stefano è stato allenato da Melito, fino alla morte del campionissimo delle ultra, avvenuta all’improvviso nel giugno 2019. Quindi Stefano ha proseguito autogestendosi, ma gli infortuni hanno un po’ minato il biennio 2020-21. In ogni modo nel 2022 egli è tornato ad allenarsi e gareggiare con continuità, così ha ottenuto discrete soddisfazioni, come il titolo al Campionato Italiano IUTA 2022 di Ultra sulla Sabbia.

LA FAMIGLIA Stefano è nato a Gattinara, in provincia di Vercelli, il 30 novembre 1975, primogenito di quattro figli: Mauro, Luca e Valentina. Il padre Lino, di Ara (NO), è stato un lavoratore addetto alla coltivazione dei campi e all’allevamento degli animali, non uno sportivo come il figlio, ma con il “culto” per il lavoro. La madre Sabina ha concepito il suo primogenito a soli sedici anni. Stefano si è poi sposato con Morena, alla quale il 5 giugno 1994 dichiarò: «Morena io voglio stare con te». Dalla consorte ha avuto due figlie, Noemi e Sveva, la secondogenita nata il 16 agosto 2015. Con loro Stefano condivide alcune trasferte sportive, nei fine settimane in cui è libero dagli impegni lavorativi. Velatta è consapevole che correre gare con l’ambizione di primeggiare, comporta inevitabilmente l’esigenza di una crew. Allora la sua crew è costituita dalla famiglia, la moglie Morena e le sue bambine, a cui si può aggiungere qualche amico. Le sue tre “donne” gli forniscono in gara ciò di cui ha bisogno, specialmente integratori solidi e liquidi, sperimentati negli allenamenti.

IL LAVORO Il Velatta lavora presso l’azienda Manuex Srl, gestita dall’ingegner Giancarlo Formenti, che si occupa dell’assemblaggio di cassetti per cucine. Prima Stefano lavorava in un’azienda tessile e ora egli gestisce la parte conclusiva del confezionamento. Il suo orario lavorativo prevede le canoniche otto ore in azienda. Fuori dell’orario di lavoro, egli si dedica alla famiglia e alla corsa.

ALIMENTAZIONE Stefano riconosce di non essere né un nutrizionista né un dietologo. Ma è assai scrupoloso su alimentazione e integrazione, che ha sperimentato nel corso della sua carriera sportiva. Egli riconosce i “peccati” di gioventù. Velatta comprende che ogni soggetto è un caso a sé, non esistono ricette universali, ma ciascuno deve imparare ciò che il proprio organismo richiede per l’attività che svolge. In occasione di competizioni in giro per l’Italia, Stefano spesso porta con sé un fornetto con il quale preparare il pasto pregara, in modo da mantenere altresì le proprie abitudini, piuttosto che ripiegare su una cucina “pronta” e forse poco ad hoc per l’atleta. Ci saranno poi diverse opzioni a seconda della lunghezza della gara che deve affrontare.

GARE A oggi Stefano ha completato 42 ultramaratone (2.808,961km). La sua prima ultra il 30 marzo 2014, la 100 km di Seregno della Brianza, 7° in 8h16’48”. Nel 2016, l’ultramaratoneta biellese ha vinto la 7^ 100 km della Alpi in 7h50’27”. Mentre nel 2017, nella medesima manifestazione, egli a pochi chilometri dal traguardo ha dovuto rinunciare alla vittoria, a causa di un risentimento muscolare. Nel 2018, alla 9^ 100 km delle AlpiStefanovince in7h24’35”. Nella sua carriera Velatta ha vinto 18 ultramaratone italiane. In questo 2022, egli il 9 gennaio è stato 2° alla 13^ RaidLight Ultramaratona della Pace sul Lamone 45km (2h51’57”) e il 13 febbraio 1° all’Ultramaratona sulla Sabbia 50 km (3h19’14”). I suoi PB sono: 5.000m (16’43”), 10.000m (34’18”), 21,097km (1h12’33”), 42,195km (2h30’51”), 50km (3h15’55”), 100km (7h17’30”), 6h (80,553km).

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