Statistiche web Luca Parisi alla 50 km di Romagna - IUTA Italia

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Luca Parisi alla 50 km di Romagna

Taglio il traguardo in 4^ posizione in 2h55’50” a 3’30″/km!

Ora manca poco al Passatore, vorrei viverlo senza pensieri

Il 25 aprile 2024, si è svolta la 50 Km di Romagna, corsa su strada, con partenza e arrivo a Castel Bolognese (RA). 

Il vincitore è stato lo spagnolo Chakib Lachgar in 2h48’48”, che ha preceduto il francese Guillaume Ruel 2h53’42” e il keniano Simon Kamau Njeri 2h54’48”. 4° assoluto e 1° italiano si è classificato Luca Parisi, all’esordio sulla distanza, in 2h55’56”.

Tra le donne ha vinto la finlandese Noora Honkala 3h23’43”, che ha precedutola ceca Petra Pastorova in 3h25’41” e Sarah Giomi, all’esordio sulla distanza, in 3h26’31”. A seguire Eva Grisoni (2^ italiana) in 3h30’01”, la giapponese Hina Shiozaki in 3h35’47”, Serena Natolini (3^ italiana) in 3h35’51”, Luz Nadine De La Cruz Aguirre (4^ italiana) in 3h41’27”.

Di seguito approfondiamo l’esperienza di Luca Parisi attraverso risposte ad alcune mie domande.

Ciao Luca, complimenti per la prestazione alla 50km? Soddisfatto? “Matteo, intanto, grazie per la possibilità di fare questa nuova intervista. Ci risentiamo dopo alcuni mesi e le cose nel frattempo sono cambiate, dopo tantissimi anni in cui ero incerto sul da farsi riguardo o meno il mio passaggio al mondo ultra, ho preso la decisione di svoltare in quest’ottica in seguito al fatto che con le normali gare a cui partecipavo non trovavo più quegli stimoli di una volta.  Anche se le gare fino a quel momento sono andate molto bene, ho corso diversi cross sui 10km per la mia società l’Etrusca ASD e poi ho fatto delle buone competizioni su strada con le 10km e la Roma-Ostia Half Marathon. Gli allenamenti procedevano molto bene e fisicamente stavo in ottime condizioni, ma qualcosa a livello mentale iniziava mancare, semplicemente posso riassumere tutto con la parola ‘motivazione’. La volontà di allenarsi per uno scopo, ecco io quello scopo lo avevo esaurito. Parlandone con una mia compagna di squadra Laura Ligia, ultramaratoneta doc, effettivamente qualche mese dopo devo dire che aveva ragione. Anche il mio amico Marco Minei e Carlo Poddighe erano conviti che la scelta presa era giusta. Taglio il traguardo in 4^ posizione assoluta con il mio primo record ufficiale nella distanza dei 50km con 2h55’50’’ (3’30’’/km)! Sono felicissimo e la prima cosa che faccio è chiamare Chicca che da Roma, insieme a Marco Minei, cercavano di seguirmi dal sito che però non aggiornava. Chicca e Marco sono ancora più felici di me, perché sapevano quanto ci tenevo a questa gara e anche l’organizzatore Riccardo Giannoni è soddisfatto del mio risultato, a tal punto che mi ha già detto di non prendere impegni per il prossimo anno…”.

In effetti, l’anno scorso, prima del Campionato Italiano 50 km 2023, feci a Luca la seguente domande: Non ti interessa il titolo di Campione Italiano 50km e il Passatore under 7 ore? E questa fu la risposta di Luca: “Una volta fatta la maratona, spero Londra avvicinandomi alle 2h16’ e alcuni impegni con la mia nuova società Etrusca ASD, non passerà molto tempo prima di vedermi alla partenza di qualche 50km e chissà anche nel Passatore. Mi sono accorto di essere portato per le distanze superiori alla maratona, perché sento di avere l’attitudine mentale per queste particolari gare e riesco a tollerare molte maratone di fila anche a distanza di poche settimane…”. E quest’anno, dopo alcune gare corse in modo eccellente, finalmente l’esordio a una 50km con eccellente prestazione e ottimo crono.

Potevi fare meglio? Problemi, criticità? Paura, tensione, ansia durante la corsa? “Ero consapevole di stare molto bene, avevo corso circa 20 giorni prima 50km in allenamento in 3h04’ (3’40’’/km), incastrandoci all’interno alcune variazioni da 4km; quindi, non ho abbandonato completamente il fatto di inserire anche un lato tecnico nei miei allenamenti, ma non ho più quella rigidità presente prima.  Parto in maniera decisa, ma consapevole che la gara stavolta non sarà finita al 42,195km, ci saranno non solo 8km in più, ma anche più di una salita molto difficile. Corro per 20km con il gruppo inseguitore ma, iniziata la salita più difficile, decido di andare per conto mio a una velocità più agevole, il distacco con i miei avversari aumenta ma sono fiducioso di riprenderne qualcuno in cima al 30° km, e così avviene, mi trovo a mio agio in quelle salite così ripide, sono cose che ho già fatto in allenamento.  Ma iniziata la discesa forse per timore di farmi male, il ragazzo che era con me, mi stacca a tal punto da uscire completamente dal mio campo visivo, in quel momento ero in 5^ posizione assoluta. Non mi perdo d’animo e terminata la fase del percorso più ostica per me, verso il 35°km inizio a correre di nuovo con la mente libera e senza freni. Al passaggio della maratona mi sentivo benissimo, e decido che dovevo cercare di stare sotto le 3h, al 45°km circa intravedo molto lontano il ragazzo della discesa e decido che volevo andare a riprenderlo. Corro cercando di mantenere una azione di corsa il più efficace possibile e corro alcuni chilometri a 3’10’’/km circa, riprendo quel ragazzo e mancavano a quel punto 2km. Sono stati i 2 chilometri più belli della mia vita! Vuoi perché era l’esordio in una distanza nuova, le sensazioni erano ottime, tutte le persone che mi stavano facendo il tifo da casa, volevo fare bene!”.

Ottima preparazione, ottima gestione di gara per un atleta abituato ad andare forte e veloce, abituato a osare. ;a ha saputo rispettare la distanza, ha saputo gestire la gara in ogni fase, seguendo il proprio ritmo, avendo un controllo ottimo di sé e ottenendo un risultato prestigioso che tutti ci aspettavamo, ma finché non lootteneva non ne potevamo essere certi.

Quali allenamenti sono stati risultati fondamentali? “La sola idea di partecipare alla mia prima ultramaratona, alla 50km di Romagna mi ha spronato a provare nuovi allenamenti, nuovi percorsi e anche la voglia di allenarsi è ritornata più viva che mai! Passano le settimane e aumento i chilometri, se pur gradualmente e vedevo che il fisico e soprattutto la mente mi chiedevano di fare ancora di più.  Non un qualcosa indotto da una vera e propria tabella di marcia, ma un istinto interiore, che mi ha spinto a caricare ancora di più, a provare percorsi ancora più tecnici, fino alla decisione più importante di sempre nella mia vita sportiva: decidere di partecipare alla prossima 100 km del Passatore. In questa scelta, mi sono confrontato come spesso mi è capitato anche in passato con Chicca, e stavolta anche lei si è trovata d’accordo con me, era arrivato il momento giusto. Tantissime volte mi era capitato di parlare anche con il grande “re” Giorgio Calcaterra di un mio esordio Ultra, e lui mi aveva sempre detto che se mi fossi sentito pronto, avrei dovuto provarci e stavolta ho ascoltato le sue parole e ho capito che i tempi erano maturi”.

La preparazione all’ultramaratona richiede un nuovo metodo di allenamento che prevede chilometraggi più lunghi a ritmi meno veloci rispetto al solito, ma se si vuole davvero qualcosa, si può rimodulare il proprio modo di allenarsi per essere sicuri di fare bene in gara e così è stato per Luca. Ora si tratta di raddoppiare la distanza, continuando ad allenarsi per distanze lunghe con passione e motivazione elevata.

Cosa hai scoperto di più su te stesso? “Un aspetto di me completamente cambiato negli ultimi due/tre mesi è il fatto che non mi pesa più andare a correre anche per 30km in un solo giorno, lo faccio con piacere ed entusiasmo, trovando in ogni uscita una qualche piccola nuova sfida da affrontare… una salita, un tratto in discesa, una variazione messa lì e tanti piccoli dettagli, che rendono gli allenamenti sempre stimolanti e che eseguo impegnandomi, senza strafare, ma con la gioia di correre! Questo prima non mi succedeva, l’allenamento era ‘sempre uguale’ e rigido per centrare per esempio un determinato tempo in una gara di 10km o una mezza maratona. Ora corro e non vedo l’ora che arrivi il momento di indossare le scarpe da corsa!”.

Quello che sembra contraddistinguere Luca è la sua capacità di avvalersi dei suoi amici, che lo consigliano e gli danno spunti importanti per gli allenamenti e le gare, Luca sembra ascoltare tutti, ma poi sa quello che deve fare conoscendosi bene, avendo tanta esperienza e prendendo spunti soprattutto dai campioni.

Cosa dicono di te familiari, amici, colleghi di lavoro, fan? “La mia società ha appoggiato in pieno la mia scelta e confermo ancora una volta di aver trovato un bel gruppo che mi sprona e mi dà la carica per tutte le sfide che mi prefiggo di affrontare.  Non voglio però scordare le persone che mi hanno fatto iniziare a correre e vivere con passione questo sport e sono Raffaele D’Auria, che mi fa sempre un grande tifo e poi Franco Vagni, che è stato un grande ultramaratoneta e ora starà correndo in cielo insieme al mio allenatore Armando Martini. Da sempre non trovavo miei quei ritmi veloci della pista e quando non mi allenavo con i ragazzi della Farnesina, capitava che correvo per conto mio per chilometri e chilometri al parco di Santa Maria della Pietà oppure i sabati o le domeniche per Villa Pamphili, che non dista molto lontano da dove abito. Mi rivedevo tanto in chi correva per ore e ore senza sosta e in uno di quei giorni avevo corso proprio la distanza dei 50km con Franco, qualche settimana dopo ci sarebbe stato il Passatore, gara di cui sentivo solo parlare e che vedevo come qualcosa che solo gente come Franco poteva fare, per me era un eroe”.

Luca parla sempre molto bene delle persone che sono state importanti per lui, da loro trae tanti spunti e tante energie per continuare ad allenarsi credendoci e impegnandosi, affinché i sogni diventino realtà, come ha dimostrato in questa gara importante d’esordio in ultramaratona e credo che il meglio per lui debba ancora arrivare.

Cosa cambia ora? Prossimi obiettivi? Sfide? “Ora manca poco al Passatore, vorrei viverlo senza pensieri, correndo e basta, libero da schemi, come sto facendo fino a questo momento e lasciare al mio istinto di decidere cosa sia più giusto fare, come ho fatto anche alla 50 km di Romagna. Certo sarebbe bello fare un tempo sotto le 7 ore per qualificarmi per il Mondiale, ma sono all’esordio e le incognite sono tante, è una distanza che va rispettata e non sottovalutata.

Un caro saluto a tutti dal vostro Luca e ancora grazie a Matteo Simone per la possibilità di rilasciare questa intervista”. 

Certo razionalmente per un atleta all’esordio potrebbe spaventare una 100km, essendo il doppio di una 50km, ma se si vive l’esperienza come un’opportunità di mettersi in gioco accanto agli altri atleti e rispettando sia la distanza che se stessi, che gli altri atleti, potrebbe venir fuori una bella gara, ricca di sensazioni ed emozioni intense.

Matteo SIMONE

https://www.libreriauniversitaria.it/piacere-correre-oltre-piacere-correre/libro/9791259610171

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