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A cosa pensi quando corri?

I pensieri che hai durante la corsa variano dalle sensazioni fisiche alle considerazioni sul ritmo e sull’ambiente circostante. L’attenzione è spesso concentrata sul corpo e sulle sensazioni che stai provando. A beneficiarne è anche la memoria: l’aumento della frequenza cardiaca durante la corsa può infatti fortificarla.

Difficile provare a indovinare a cosa stia pensando una persona che sta correndo. Dietro a un sorriso o a una smorfia possono celarsi chissà quali ragionamenti, riflessioni e giri mentali.

In partenza quasi tutti pensano principalmente a quanta fatica stanno facendo e quanto sia difficile correre. Proseguendo, inizi a rompere il fiato e prendere il ritmo e tutto sembra un po’ più facile e alla tua portata.

Pensa che in mezz’ora di corsa ci sono più di 1.200 pensieri che transitano nella tua testa. Tantini, eh? Alcuni ricercatori hanno provato a capire la natura di questi pensieri facendosi aiutare dalla scienza. 

Tre macro categorie

Se credevi di essere l’unico ad aver pensato almeno una volta che “correre faccia schifo”, sappi che sei in buona compagnia. Ciascuno di noi si sarà ritrovato a pensarlo almeno una volta ed è abbastanza normale. Molto probabilmente lo avrà pensato anche qualcuno dei partecipanti allo studio che ha preso in esame 10 runner, 4 donne e 6 uomini, di età compresa tra i 29 e i 52 anni, che si stavano allenando per una mezza maratona o una gara più lunga. È stato chiesto loro di registrare i loro pensieri mentre correvano.

Analizzando i risultati è emerso che il 40% dei pensieri riguardava il ritmo e l’energia per coprire una determinata distanza. A seguire i pensieri legati alle sensazioni di discomfort legati a fastidi e dolori, con una percentuale del 32%. Il meteo e l’ambiente che ha fatto da scenario agli allenamenti è riuscito a influenzare i loro pensieri solo fino al 28%.

Connettersi con sé stessi

Questo piccolo campione di runner ha mostrato che chi corre, più o meno a lungo, non sempre si interroga sul significato della vita e su chissà quali altri concetti filosofici. O per lo meno non i runner presi in esame, che si sono rivelati essere fin troppo concentrati sulle loro prestazioni, le loro sensazioni e il luogo in cui stavano correndo.

Il tempo dedicato alla corsa è stato sfruttato principalmente per connettersi con il proprio corpo e con quello che stavano facendo ovvero correre. Correre permette e sotto un certo punto di vista costringe a concentrarsi sul momento presente e sulle sensazioni che il tuo corpo ti restituisce, mettendo da parte tutti gli altri pensieri e preoccupazioni.

Ne giova anche la memoria

Un altro studio ha preso in esame come l’aumentare della frequenza cardiaca che si sperimenta durante la corsa, pompi una quantità maggiore di ossigeno nel cervello, promuovendo la funzione della memoria oltre che dell’elaborazione delle informazioni.

www.runcard.com

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