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Respirazione nasale e respirazione orale

Nell’essere umano si distinguono due modalità di respirazione:

1) respirazione nasale;

2) respirazione orale.

Sia la scienza occidentale che quella orientale sono concordi nel ritenere che l’inspirazione debba eseguirsi con le narici, soprattutto al fine di conservare l’energia vitale. Mentre sull’esalazione, la scienza occidentale propende che sia effettuata con la bocca, quella orientale opta per l’esalazione con le narici. Per saperci orientare sul modo più corretto di respirare, basta tener presente che con la bocca si ha un enorme dispendio energetico, come si constata con l’enorme scia di vapore acqueo che fuoriesce dalla bocca durante l’esalazione, in caso di temperature fredde invernali, mentre esalando con le due narici la scia è assai ridotta. Allora è evidente che anche l’esalazione dovrebbe essere eseguita con le narici, al fine di ridurre maggiormente il dispendio d’acqua e di energia calorifica. Inoltre l’esalazione con le narici predispone altresì le mucose nasali, fornendole di adeguata temperatura. Altra motivazione valida per preferire l’esalazione con le narici, è che tale metodo tende ad allontanare smog, pulviscolo, polvere, i quali nell’ispirazione sono ripetutamente accumulati all’interno delle coane nasali.

La respirazione fisiologica è di tipo nasale ossia attraverso le narici e costo-diaframmatica, con questa dinamica:

a) durante l’inspirazione l’aria passa attraverso le narici, è filtrata, riscaldata e umidificata; al contempo il muscolo diaframma si contrae, la gabbia toracica si espande, senza portare in avanti il petto e senza sollevare le spalle;

b) durante l’esalazione invece il diaframma si rialza e si rilassa, la gabbia toracica si chiude e l’aria fuoriesce dalle narici.

Con la respirazione orale ovvero attraverso la bocca invece l’aria passa dall’esterno direttamente nella gola, senz’essere purificata, riscaldata e umidificata.

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1.1 Differenze anatomiche nella respirazione nasale e orale

Respirazione nasale

Occhi attenti, naso dritto, zigomi ben definiti, denti dritti, viso largo, mandibola ben sviluppata, buone dimensioni delle vie aeree.

Respirazione orale

Occhi stanchi, naso deviato, ridotta definizione degli zigomi, denti storti, viso stretto, mandibola arretrata, vie aeree più piccole.

Respirazione nasale/orale nella corsa

La questione sulla respirazione nasale nella corsa è stata analizzata anzitutto nel 1994, dal dottor John Douillard in Body, Mind and Sprint. Douillard è un leader riconosciuto a livello mondiale nei settori della salute naturale, dell’ayurveda e della medicina dello sport. Egli è il creatore di LifeSpa.com, la principale risorsa di salute e benessere ayurvedica sul web.

L’ultratrailer Scott Jurek si è reso ben presto paladino della respirazione nasale, benché ancora oggi molti podisti prediligano la respirazione orale.

«Una delle cose più importanti che un ultrarunner fa è quella di respirare dall’addome e un buon metodo per imparare a farlo è quello di iniziare dalla respirazione nasale. Una volta imparato questo, provate a respirare dal naso (inspirando ed espirando) mentre correte su percorsi semplici. Per corse più difficili, come in salita o in allenamenti a tempo, inspirate dal naso, poi espirate con forza dalla bocca (procedimento simile a quello che lo yoga definisce “respiro del fuoco”)» S. JUREK, Eat and Run, Bloomsbury, 2012.

La modalità più comune oggi è ancora la combinazione respirazione nasale per l’ispirazione e respirazione orale per l’esalazione. Eventualmente la respirazione orale può essere controllata increspando le labbra, immaginando che l’aria fuoriesca da una cannuccia. Il passaggio alla respirazione esclusivamente nasale dovrebbe avvenire progressivamente in un lungo periodo di tempo.

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