Crete Senesi, oltre la vista: Ivan e Anna dove la corsa non si fa, si ascolta.

Quando Ivan mi racconta una gara, non lo fa mai come la racconterebbe chi l’ha semplicemente vista.

Non parte dalla cartolina, non parte dalla foto, non parte da quella bellezza comoda che noi vedenti consumiamo spesso in fretta, quasi senza meritarla. Ivan la gara la ricostruisce da dentro. La prende dai suoni, dalle pendenze, dal respiro di Anna, dal cambio del fondo sotto i piedi, dal caldo che sale, dall’aria aperta che si allarga attorno, dalle parole della sua guida che diventano paesaggio.

Ed è così che mi ha raccontato le Crete Senesi.

Ivan Cappellari e Anna Lia Chiti hanno completato la distanza Long 30 km della Crete Senesi Ultramarathon, portando ancora una volta il progetto BeyondTheSightTEAMOltreLaVista (LINK al progetto) dentro una manifestazione del mondo IUTA. La prova regina, la 50 km, era inserita nel Grand Prix IUTA di Ultramaratona, ma il terreno di questa gara racconta una natura più sfumata: strade bianche, sentieri di campagna, tratti collinari, passaggi scorrevoli, continui saliscendi.

Una gara ibrida, forse un ultratrail facile, se vogliamo usare una definizione semplice ma efficace. Facile non perché banale. Facile perché accessibile, leggibile, aperta. Una di quelle gare che possono diventare un ponte tra mondi diversi della corsa lunga.

Per Ivan, però, le Crete Senesi non sono state soltanto un percorso.

Sono state una voce.

La voce di Anna, prima di tutto. Quella voce che non indica soltanto dove mettere i piedi, ma apre lo spazio. Descrive ciò che c’è attorno, anticipa il terreno, traduce una curva, un tratto di bianca, un cambio di ritmo, una discesa, una salita, un punto più esposto. Anna non accompagna Ivan “al buio”, come direbbe chi guarda la scena da fuori e la semplifica. Anna costruisce con lui una mappa viva, fatta di parole, fiducia e attenzione continua.

Ivan mi ha parlato dei vigneti, degli ulivi, delle strade bianche tenute bene, dei colori che lui non vede ma che gli vengono restituiti attraverso il racconto di Anna. Ed è qui che il progetto BeyondTheSight diventa qualcosa di più grande della singola partecipazione. Perché ci obbliga a capire una cosa scomoda e bellissima: vedere non è l’unico modo per abitare un paesaggio.

A volte un luogo lo senti meglio quando qualcuno te lo consegna con cura.

In questa esperienza va riconosciuto un merito importante anche all’organizzazione della Crete Senesi Ultramarathon. Ivan e Anna hanno trovato un ambiente accogliente, un percorso ben gestito e strade bianche curate, elemento fondamentale per tutti gli atleti e ancora di più quando la corsa si basa su una comunicazione continua tra atleta e guida.

Molto apprezzata anche la gestione dei ristori, potenziati per far fronte al caldo. E questo è un dettaglio che dettaglio non è. Su una gara esposta, ondulata, corsa tra strade bianche e campagna, acqua e assistenza diventano parte della sicurezza. Soprattutto quando il sole decide di correre anche lui, senza pettorale ma con una certa arroganza.

La Crete Senesi ha quindi mostrato due qualità preziose: un territorio capace di lasciare il segno e un’organizzazione capace di accogliere.

Per IUTA questo ha un valore particolare. Perché il Grand Prix (LINK) non è soltanto una somma di gare, distanze e classifiche. È anche una rete di organizzazioni, esperienze e sensibilità. E quando una gara permette a BeyondTheSightTEAMOltreLaVista (LINK) di correre bene, non sta semplicemente aggiungendo due nomi all’elenco partenti. Sta contribuendo a far avanzare una cultura.

Ivan e Anna non chiedono scorciatoie. Non chiedono passerelle. Non chiedono che il trail o le ultra nel suo complesso diventino finte, addomesticate, svuotate della sua natura. Chiedono, e dimostrano, che con competenza, comunicazione e disponibilità si può fare molto più di quanto spesso si immagini.

Alle Crete Senesi hanno corso 30 km…

Ma, come accade spesso con loro, il chilometraggio è solo la superficie della storia.

Sotto c’è altro: una guida che trasforma il paesaggio in voce, un atleta che lo attraversa con sensi diversi, un’organizzazione che ha saputo creare le condizioni perché questo accadesse, una gara che forse in futuro potrà trovare una collocazione ancora più naturale anche nel mondo ultratrail IUTA.

E poi c’è quel messaggio che Ivan e Anna continuano a portarci davanti, ogni volta, senza bisogno di gridarlo.

La vista mostra la strada.

La fiducia, quando è costruita bene, può farla correre.

John Benamati

LINK al calendario gare IUTA GrandPrix Oxyburn

LINK al progetto BeyondTheSightTEAMOltreLaVista

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