8° Three Lakes Trail

Il Grand Prix IUTA di Ultratrail ha fatto tappa domenica 13 settembre in Friuli Venezia Giulia con l’8° Three Lakes Trail, nella selvaggia Val Tramontina, tra Tramonti di Sotto e Tramonti di Sopra. Tre percorsi rinnovati, con la prova lunga da 53,93 km e 3.335 metri di dislivello positivo, la 42,67 km con 2.488 D+ e la 22 km, dentro un territorio che ha già tutto quello che serve per costruire una gara vera: boschi, acqua, salite e Dolomiti Friulane.

A raccontarla dall’interno è ancora una volta Stefano Marcello Burlon, presenza ormai abituale del Grand Prix IUTA e vincitore delle ultime due edizioni del circuito. La mattina parte con quell’aria frizzante che fa sembrare tutto più semplice, poi nella parte finale arriva il caldo e la Val Tramontina ricorda rapidamente ai concorrenti che il trail non è una visita guidata. Si corre, si cammina e in alcuni punti si affrontano salite abbastanza verticali da far dimenticare velocemente la differenza tra le due cose.

Il percorso attraversa una valle ancora autentica, con il fresco delle celebri Pozze Smeraldine a interrompere il caldo e boschi umidi che, paradossalmente, invece di regalare energie finiscono spesso per prosciugarle. Ma il Three Lakes Trail si racconta soprattutto attraverso quello che succede lungo il percorso: punti acqua improvvisati, anziani del posto pronti a dare una mano e ristori gestiti dalle diverse squadre dove compaiono bottiglie d’acqua, frutta, formaggio e tutto ciò che un trail runner, dopo qualche ora, considera improvvisamente alta cucina.

È probabilmente questo uno degli aspetti più riusciti della manifestazione: qui il ristoro assomiglia ancora a un ristoro e non a un pit-stop progettato da un ufficio marketing. All’arrivo il concetto viene ulteriormente perfezionato con un vero tavolo imbandito, mentre tutta la logistica resta concentrata nel raggio di poche centinaia di metri tra parcheggio, docce e pizza. Una soluzione rivoluzionaria nella sua semplicità: arrivare, lavarsi, mangiare e recuperare senza dover organizzare una seconda ultramaratona per ritrovare la macchina.

Promosso anche il pacco gara, con materiale differenziato sulle distanze maggiori, mentre il vero valore aggiunto resta l’atmosfera costruita dalla Polisportiva Valtramontina e dai tanti volontari sparsi sul percorso. Un’organizzazione concreta, senza inutili sovrastrutture, dentro un territorio che non ha bisogno di effetti speciali per farsi ricordare.

Burlon, comunque, una critica l’ha trovata: il lago aveva poca acqua.

Gli organizzatori sono avvisati. Per il 2027 occorrerà intervenire anche sulle precipitazioni.

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