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Storia della staffetta di corsa

Il sostantivo staffetta deriva dal longobardo staffa (= impronta del piede, pedata, luogo di si posa il piede, predellino), in quanto il termine nell’antichità indicava il corriere a cavallo, incaricato di recapitare lettere e simili. Nel linguaggio sportivo, è specialità dell’atletica leggera in cui ogni atleta percorre una frazione del percorso, al termine del quale passa il testimone, ovvero un bastoncino in legno, al compagno successivo.

Le gare in staffetta si possono suddividere in due diverse tipologie:

  1. staffette su distanze (4×100 m; 4×400 m; 4×1.500 m; 4×8,438 m; ecc.);
  2. staffette a tempo (6h; 12h; 24h).

In genere le staffette si svolgono in pista, ma esistono anche gare su strada o su percorsi misti, pur ricordando che giochi con staffette rientrano altresì tra le possibilità di allenamento nell’atletica giovanile.

Le gare a staffetta moderne ebbero un lontano precursore nelle corse con fiaccola degli antichi greci, diventate preludio e parte simbolicamente importante delle Olimpiadi Moderne dal 1936. Nell’antica Grecia erano inviati dei messaggi su di un bastone trasportato da più corridori. La modalità attuale delle staffette emula le corse di beneficenza organizzate dai pompieri di New York intorno al 1880, ove delle bandierine rosse passavano da un partecipante all’altro ogni 300 yards. Nel XIX sec., negli Stati Uniti ci furono delle gare di staffetta. Inventori furono H. Laussat Geyelin e Frank B. Ellis, della University of Pennsylvania, dirigenti dell’Athletics Association di quell’istituto. Essi concepirono una corsa di 1 miglio (1.609,34 m) ove ogni squadra era costituita da 4 atleti, i quali correvano, tenendo in mano un bastoncino in legno a forma cilindrica; ciascun staffettista, dopo aver percorso un quarto di miglio (402,34 m) lo passava al proprio compagno di squadra, che assolveva il proprio compito alla medesima maniera; così sino alla quarta e ultima frazione. Il primo esperimento agonistico fu nel 1893, con 2 squadre partecipanti. Tale novità riscontrò un tale successo, che ben presto si decise di allestire annualmente, in un fine settimana di aprile, una riunione con gare a staffetta di varia lunghezza. Nel 1895, sorse il Pennsylvania Relay Carnival e da allora quasi ogni primavera si è tenuta tale gara nota come Penn Relay. In seguito nacquero simili festival in altri stati degli USA, come la Drake Relays e le Kansas Relays. La prima corsa a staffetta olimpica ebbe luogo nel 1908, ma era strutturata in 2 frazioni di 200 m, seguite da un’altra di 400 m e una finale di 800 m. La corsa a staffetta maschile 4×100 m debuttò ai Giochi Olimpici del 1912 a Stoccolma, mentre quella femminile fu disputata ad Amsterdam nel 1928.

Tra le tipologie di corse a staffetta una ha origine dal calcio-corsa ed è diffusa nell’interno della California. Un’altra lontana parente della staffetta è la corsia con i ceppi degli indios del Marañao. I corridori Gé trasportavano dei ceppi ovvero dei bastoni di legno intagliati e dipinti. In certe tribù tali corse avevano un carattere o ricreativo o cerimoniale. A volte le corse con l’albero erano seguite da corse a staffetta. In certe occasioni tali indios dopo le corse con i ceppi organizzavano delle gare più vicine al nostro concetto di staffetta, allacciate a un particolare mito, il Giaguaro mitico ove due vedette afferrano un tizzone (“tronco accesso”) dal focolaio; un uomo corre con il tizzone fino alla prima vedetta, che si carica il tizzone e corre sino alla seconda vedetta e così fin quando non giungono al villaggio. La corsa a staffetta di questi indios riattualizza questo evento. Ma il tipo di corsa a staffetta più diffuso è un altro. Nel 1912, dopo la conclusione della relay race, nel villaggio di San Juan dei pellerossa nel Nuovo Messico, una gara di staffetta si svolge in linea retta, fra due squadre, senza il testimone; i due atleti corrono la propria frazione e al traguardo altri due li aspettano a qualche metro di distanza dalle due pietre, scattano quando il loro compagno di squadra oltrepassa le pietre; vince la squadra che prima delle altre distanzia gli altri concorrenti di un intero giro.

Tra i riti sportivi quello più documentato è la staffetta degli Apache Jicarilla, praticata tra i vari gruppi, soltanto dai Jicarilla e dai Tont settentrionali. Il principio alla base di tale staffetta è l’alternanza, l’avvicendarsi in cielo di sole e luna oppure in terra della stagione buona e cattiva, idonea alla caccia o alla raccolta. L’essere umano, che in quello stadio culturale vive la medesima esistenza della natura, i suoi ritmi come respiro dei suoi stessi polmoni, ha manifestato mediante la corsa a staffetta la propria partecipazione a codesta realtà per lui vitale. Pertanto non è fondamentale vincere la staffetta, bensì organizzarla, ossia alimentare quell’energia invisibile ma sperimentabile, che si cela dietro la realtà dell’alternarsi di sole e luna, caccia e raccolta, estate e inverno.

In Italia, il 1° Campionato Nazionale di corsa a staffetta risale al 1910 a Torino, sulla distanza di 4×440 yards, con successo dell’Athletic Club Torino (F. Giongo, S. Artino, R. Bracolla, M. Cartasegna) in 3’43”0.

La staffetta veloce 4×110 yards sorse molto più tardi, anzi prima è comparsa la 4×100 m a Praga, in Cecoslovacchia, con l’Athletic Club Sparta vincitrice in 48”9. In Italia, la staffetta 4×100 m si svolse per la prima volta nel 1921 a Bologna, con vittoria dello Sport Club Club Italia di Milano in 46”0.

Ai nostri giorni vi sono diverse discipline di corsa a staffetta: 4×100 m; 4×200 m; 4×400 m; 4×800 m; 4×1.500 m; staffetta mista (100 m – 200 m – 300 m – 400 m) e staffetta mista di lunga distanza (1.200 m – 400 m – 800 m – 1.600 m). Le corse a staffetta olimpiche sono la 4×100 m e 4×400 m.

Inoltre in Italia e in altri Paesi sono state organizzate Staffette formate da frazionisti che percorrono per lo più all’interno della pista di atletica e/o su superfice asfaltata o su sterrato 1 ora di corsa o mezz’ora (24x1ora; 12x1ora; 6x1ora; 12×30’).

Alcune Staffette 24x1ora si svolsero in Italia soprattutto nella seconda metà del XX secolo, in special modo nella regione lombarda e in autunno. Si tratta di 24 frazionisti disposti a darsi il cambio ogni 60 minuti con l’impegno di cercare di percorrere più giri di pista possibili. La prima in Italia ci fu nel 1972 nella pista dello stadio di Masnago, in provincia di Varese, organizzata dal Marathon Club di Varese. La squadra varesina totalizzò 346 km. Ben presto il sodalizio Road Runners Club Milano, da poco costituito, organizzò nel novembre 1973 sulla pista dello Snam a San Donato Milanese (MI), una staffetta che registrò 6 squadre partecipanti tra cui 1 di marciatori. Notevole il successo mediatico con organi di stampa, RAI tv, nonostante condizioni meteorologiche avverse per freddo intenso e nebbia. Successo della squadra dei Carabinieri, capitanata da Luciano Gigliotti, che totalizzò 420,578 km con una media di oltre i 17km/h. Vi furono anche 3 atlete partecipanti, con l’obiettivo di dimostrare che anche una donna era in grado di ‘resistere’ per 60 minuti. Così nella successiva edizione del 1974 ci fu anche una squadra femminile. In questi anni si sono susseguiti continui primati e migliori prestazioni. Rappresentative regionali, squadre femminili, squadre miste, veterani, amatori, agonisti, società di atletica ecc. hanno formato un mosaico, in un connubio di spettacolo, impegno, sacrificio, risultati, organizzazioni, sono alcuni tra gli elementi alla base del successo. Pure i migliori fondisti italiani del secolo scorso hanno partecipato a tale staffetta: Venanzio Ortis, Massimo Magnani, Marco Marchei, Franco Fava, Arturo Jacona, Michelangelo Arena, Antonio Erotavo ecc. L’organizzazione milanese ha fatto scuola cosicché poi numerose società e altre città hanno allestito tali staffette: Saronno, Roma, Napoli, Verona, Milano, Firenze, Genova, Piacenza, Bergamo sono le città che hanno ospitato codesta competizione.

La Staffettissima Esseciemme 24x1ora è stata organizza dalla Mondadori a Verona nella pista de Bentegodi dal 1974 al 1989, a eccezione del 1975. L’idea della Staffetta 24x1ora veronese è sorta, leggendo su un giornale americano che nei campus universitari si svolgeva questa lunga gara per incentivare gli studenti ad appassionarsi alla corsa in pista; in un secondo tempo si è appreso però che un paio d’anni prima in Italia, l’Oerlikon di Milano e l’Acquadela di Bologna l’avevano già organizzata. La formula 15 + 15 corrisponde alle edizioni della Staffettissima Esseciemme e alla Lupatotissima Mombocar: qualcosa come 15+15×24 = 720 ore di corsa; con la ‘X’ che sta per le squadre partecipanti. Sorta nel 1974, come manifestazione sociale per il gruppo sportivo sulla pista del Bentegodi, con 2 squadre più 12 riserve, che poi hanno corso anche loro, la Staffettissima ha subito suscitato l’interesse dei corridori e, dopo lo stop del 1975, dall’anno successivo sono state le altre società richiedere di parteciparvi. Si è così passati a una gara più ‘professionale’, con il supporto dei Giudici di Gara CSI e FIDAL, il cronometraggio del GSD Mombocar per conferire ufficialità ai risultati agonistici. Tra le illustri partecipanti, si segnalano la mezzofondista Gabriella Dorio, che poi sarebbe diventata campionessa olimpionica sui 1.500 m e Silvana Cruciata che con 17,563 km stabilì il record europeo. Poi a Roma il 2 maggio 1981 l’atleta si migliorò ancora con 18,084 km. L’ultima edizione della Staffettissima Esseciemme è stata organizzata nel 1989; poi, per stanchezza e mancanza di sponsor all’altezza essa è stata sospesa. Dopo un’interruzione di 6 anni, lo spirito e la formula della gara sono stati raccolti nel 1995 dal GSD Mombocar, che ha dato vita alla celebre Lupatotissima, ereditando la tradizione della 24×1 ora a squadre. La 24 ore a San Giovanni Lupatoto (VR), denominata Lupatotissima è la più longeva in Italia tra le 24 ore su pista. La Lupatotissima è sorta nel 1995 e ha ripreso una manifestazione storica per Verona, la Staffettissima SCM 24x1ora. Le prime edizioni della Lupatotissima, furono interamente dedicate alla Staffetta 24x1ora e alla corsa non-competitiva della domenica mattina denominata all’inizio Ritornemo a corer a San Giovanni e poi dal 1999 StraLupatoto. A seguito altresì dei successi riportati dall’ultramaratoneta Rosanna Pellizzari nel deserto del Marocco, la Lupatotissima si è aperta, nel 1998, al mondo dell’ultramaratona, con l’introduzione delle prove sui 100 km e la 24 ore individuale: nelle prime tre corsie interne si disputa la Staffetta 24x1ora, nelle tre corsie esterne, dalla 4^ in poi, si svolgono le gare di ultramaratona. Con il tempo la Lupatotissima si è consolidata nella sua formula agonistica; la 32^ edizione del 19-20 settembre 2026 essa prevede 3 gare a squadre di staffetta (6x1ora; 12x1ora; 24x1ora) oltre alle 3 gare individuali (6 ore; 12 ore; 24 ore). A seguito della pandemia, la sede è stata spostata prima a Bussolengo (VR) nel 2020 e poi a Verona dal 2021. Gli staffettisti percorrono la pista di atletica di 400 m all’interno dello stadio Adolfo Consolini, mentre gli ultramaratoneti un circuito stradale di 1.525,48 m.

Negli anni Ottanta-Novanta la formula della Staffetta 24x1ora si è diffusa in Italia, soprattutto in Lombardia. I team impegnati in una simile prova sperimentano attorno alla pista lo spirito e la forza che li anima. Ogni squadra trova un’unione e uno spirito di amicizia e d’impegno immenso. L’aver al proprio fianco l’interesse di familiari, amici, dirigenti, sono i fattori fondamentali che sostengono lo sforzo e l’impegno di ciascuno. Quando l’organizzazione della manifestazione è efficiente, allora i partecipanti possono correre senza paure e ostacoli, riescono a esprimere il loro meglio.

La Staffetta 24x1ora è stata organizzata sin dal 1980 anche a Novate Milanese (MI) dal GS Podisti Novatesi. Nella 4^ edizione del 28-29 maggio 1983 sono state registrate 16 squadre partecipanti. Vittoria della squadra Il Fornaio della Piazza con 396,764 km, mentre al 2° posto si è classificata la squadra Panificio Moia Angelo, che ha schierato il miglior frazionista, il maratoneta azzurro Marco Marchei, il quale con 19,080 km ha stabilito il record della manifestazione.

Tra le altre Staffette italiane, si ricorda la Staffetta 24x1ora a Forlì, organizzata dal Marathon Edera. La 1^ edizione risale al 1982.

Il 22 maggio 1983 a Cinisello Balsamo (MI) si è svolta la Staffetta 12x1ora con 19 squadre lombarde di cui 1 interamente femminile, organizzata da GS Amici della Marcia. La squadra sestese della Cereda Calzature è risultata vincitrice con 207,832 km totali dei 12 frazionisti.

Il 24 settembre 1983 a Schio (VI) si sono svolti i Campionati Italiani assoluti di staffette. A valorizzare la manifestazione, svoltasi all’interno alla pista del Centro Tecnico scledense, sono stati alcuni personaggi come Alberto Cova, che ha corso l’ultima frazione della 4×1.500 m per la sua società. Ritoccato il record italiano femminile della 4×400 m da parte dell’Iveco Torino, grazie altresì all’impiego della sprinter azzurra Marisa Masullo con 3’38”66.

Nel 1982 e nel 1983, a Muggia (Trieste) c’è stata la Staffetta 24x1ora, organizzata da Amici del Tram de Opicina. Nella 2^ edizione del 3 settembre 1983 hanno partecipato 264 atleti in rappresentanza di 11 squadre. Vittoria della società Altopiano A con 361,541 km (media 15,064 km/h).

Si segnala la Staffetta 1.000×1.000 a Terni ove ogni atleta percorre 2 giri e mezzo della pista di atletica. Nell’edizione del 23 settembre 1983, il più giovane atleta partecipante è stato Gianluca Biancamarina di 11 anni e il più anziano Giorgio Bianchi di 64 anni: insomma una competizione un po’ per la maggior parte delle categorie di età.

Nel continente americano sono state organizzate nel secolo scorso delle Staffette 24x1ora ove le squadre erano composte da un numero libero di partecipanti, ma con un massimo di 10 unità. Ogni atleta può accedere in pista più volte, quando lo desidera; sono i singoli partecipanti che entrano in pista secondo i propri accordi: per ciascuno la prova non termina mai; il ritmo è sostenuto, poiché non ci sono pause; qualora un atleta in gara cali il ritmo, è subito prelevato. I vari partecipanti corrono alla spartana, a volte si esibiscono in volate lunghissime, offrono molto allo spettacolo, le rivalità tra i college mantengono desta l’attenzione dei presenti. In Italia c’è stato un unico esperimento similare in una prova indoor a Milano per 4 ore. In seguito sono state organizzate altre staffette più o meno analoghe alla 24x1ora, come la 10×1.000 o la 12x1ora o ancora la 24xmezz’ora.

A Roma, la 1^ Staffetta 24x1ora si è svolta il 12-23 giugno 1982, con il suggestivo scenario delle Terme di Caracalla, valida per l’assegnazione del 1° Trofeo Campidoglio. La manifestazione è nata grazie all’iniziativa della società Amatori Podismo Romano, formata da alcuni tra i più qualificati e rappresentativi organizzatori romani di manifestazioni podistiche a livello nazionale e internazionale. Il loro obiettivo era stimolare maggiormente l’interesse per l’attività podistica rivolta a un numero crescente di praticanti. Alla 1^ edizione hanno partecipato ben 34 tra le più importanti società podistiche laziali, per un totale di 816 frazionisti. Il sistema contagiri è stato elaborato da Angelo Scarcia, mentre i tre pettorali indossati da ogni frazionista sono stati realizzati dalla ditta Serima di Roma. Nella classifica assoluta, al 1° posto la Coop 2001 Podistica Roma con 392,315 km. Mentre le migliori prestazioni sono state tra gli uomini di Mario Zanecchia (Coop 2001) con 46 giri = 18,400 km e tra le donne di Daniela Tiberti (Bancari Romani) con 30 giri = 15,600 km. Tra le squadre partecipanti anche due femminili ovvero Società Vallombrosa diretta da Gabriella Navarra, formata da atlete di livello nazionale e Cali Roma 13 da atlete che corrono nel tempo libero. Illustre speaker è stato Luciano Duchi, che ha condotto con la sua viva voce quasi per 24 ore i numerosi partecipanti, che hanno calcato la pista di atletica con superficie in terra battuta. Eccezionale pure la presenza del pubblico anche durante le ore notturne e la pioggia. Da segnalare le diverse iniziative collaterali come i numerosi premi estratti a sorte tra i presenti, le spaghettate annaffiate dal buon vino dei colli Albani-Fontana di Papa.

La 2^ Staffetta 12x1ora si è svolta non allo stadio delle Terme il 21-22 maggio 1983, come previsto ma, a causa dell’inagibilità dello stadio, l’11-12 giugno nella pista dello stadio delle Aquile dell’Acqua Acetosa. 44 le squadre partecipanti, tra cui 2 femminili. La società vincitrice è stata la Podistica Montesacro con 400,832 km (media oraria 16,701 km/h). La media generale degli uomini è stata di 13,626 km/h e delle donne di 11,285 km/h. Tra gli atleti più veloci, Maurizio Cacopardo, Antonio Gorra e il calabrese Silvio Minervini hanno percorso 45 giri, mentre la nazionale Daniela Tiberti tra le donne ha percorso 42 giri = 16,800 km. Tra gli illustri partecipanti, il campione del mondo del Pentathlon Moderno Daniele Masala, che ha percorso 40 giri = 16 km. Più che una competizione è stato un grande ‘happening’ festoso, con la piacevole spaghettata e le peripezie dialettiche al microfono di Luciano Duchi, illustre l’ideatore della Roma-Ostia. La Croce Rossa Italiana con i propri volontari ha curato il servizio medico. Negli anni successivi la manifestazione si è svolta anche allo stadio della Farnesina e allo stadio della Stella Polare di Ostia (1991), ma poi non è stata più organizzata.

Dall’ultima decade del XX sec. (1996-2025) si svolge la storica Staffetta 12x1ora Memorial Alberto Rizzi, all’interno dello Stadio Nando Martellini in Roma. La 1^ edizione risale al 20 settembre 1996, organizzata da ACSI Campidoglio Palatino. Con gli anni si è anche introdotta la modalità individuale. Infatti, agli staffettisti che corrono ciascuno un’ora tra le ore 8 e le 20 di sabato, si sono affiancati i partecipanti alla 6, 8 e 12 ore individuale, prove del Grand Prix IUTA di Ultramaratona. C’è da aggiungere che la manifestazione, erede illustre della Staffetta 24x1ora organizzata dal GS Bancari Romani, già in passato offriva l’opportunità ai partecipanti di correre più ore. La 31^ Staffetta 12x1ora si è svolta sabato 5 settembre 2026, con 3 prove individuali: 6 ore, 8 ore e 12 ore.

Un’altra formula di staffetta è quella in cui i team percorrono la distanza classica di maratona (42,195 km) con frazioni della medesima lunghezza o diversa.

Dal 2000 Villa Borghese a Roma ha ospitato la Maratona di Roma a Staffetta, manifestazione autunnale ideata da Enrico Castrucci e dal medesimo gruppo che allestisce la maratona di marzo, Italia Marathon Club. Ogni squadra è formata da 5 atleti del medesimo team (assoluti o amatori) con il vincolo di far correre in 3^ frazione una donna e in 4^ un over 35. Ciascun partecipante percorre 8,439 m in un giro unico su superficie mista (erba, sterrato, asfalto) all’interno del parco di Villa Borghese: si attraversa la celebre Galleria Borghese, il Galoppatoio, l’interno dei Giardini del Pincio, la terrazza su piazza del Popolo. Nella 4^ edizione del 12 ottobre 2003, hanno partecipato 126 squadre per un totale di 630 atleti. Vittoria della società Meo Patacca A in 2h26’04”. Mentre Villa Aurelia si è classificata al 3° posto in 2h27’69”, schierando nella frazione finale Giorgio Calcaterra che, con 26’06”, ha realizzato il miglior crono assoluto.

Venerdì 1° maggio 2026 a Frosinone presso il centro sportivo Campo CONI (ex Campo Bruno Zauli) ha avuto luogo la 1^ L’Ora del Leone, organizzata da Frosinone Sport ASD, in collaborazione con l’AICS Comitato di Frosinone. La manifestazione ha previsto la partecipazione delle Staffette (6 atleti- maschile, femminile e mista) e di singoli atleti che si sono cimentati nella 6 ore individuale.

BIBLIOGRAFIA

AA.VV., Conoscere l’atletica. 4 Staffette, Rizzoli Editore, Milano 1983.

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MONETTI A., Staffetta Regina, in Correre, I (1981), 5, 62-65.

LÉVI-STRAUSS C., Il crudo e il cotto. Dal rituale del fuoco all’analisi strutturale dei miti, EST, Milano 19981, 107.

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