Webinar sull’abbigliamento per il corridore

Sabato 15 novembre 2025 c’è stato il Webinar dal titolo ‘L’abbigliamento per il corridore: scarpe, canotta, maglia termica, pantaloncini, impermeabile e altri accessori’ con relatori Giorgio Calcaterra e Sabrina Chiappa.
L’intenzione dei due relatori è spiegare semplicemente come vestirsi per andare a correre.
Giorgio Calcaterra, romano, 53 anni, è un personaggio ben noto nel mondo della corsa. Alto 1,73 m per 63 kg di peso corporeo, durante la lunga carriera atletica ha ottenuto numerosi successi. I suoi PB sono: mezza maratona: 1h05’00” (Ostia, 2000), maratona: 2h13’15” (Ferrara, 2000), 100 km, gara che lo ha reso celebre, ha invece un PB di 6h23’19” (Seregno, 2012). Ai Campionati Mondiali IAU di 100 km ha vinto 3 ori e 2 bronzi. Ben 12 volte consecutive ha vinto la classica 100 km del Passatore. Il 19 luglio 2017 ha ricevuto la Medaglia d’oro al valore atletico in riconoscimento dei meriti eccezionali in campo sportivo. É contitolare con la sorella Lidia di due negozi di articoli sportivi nella Capitale e presidente di Calcaterra Sport ASD.
Sabrina Chiappa, 42 anni, risiede a Lerici (SP), ove è titolare di un negozio di articoli sportivi e presidente di Running Station Team ASD. Il 18-19 ottobre 2025 ha partecipato ai Campionati Mondiali IAU 2025 di 24 ore ad Albi in Francia ove è riuscita a percorrere 223,333 km. Sui 50 km il suo PB è 4h23’33” (Castel Bolognese, 2024), sui 100 km di 9h25’16” (Porto Recanati, 2025).
Sabrina ha iniziato la sua relazione, sottolineando che la scelta dell’abbigliamento e della scarpa dipendono dalla tipologia del corridore: principiante o agonista. Oggi si usano materiali tecnici, mentre un tempo si preferivano fibre naturali come cotone e lana. I materiali si sono evoluti. Ora si usano materiali traspiranti, cuciture particolari per ritardare l’insorgenza di sfregamenti, la tecnologia è utilizzata anche per la compressione. Giorgio si è domandato qual è il capo di abbigliamento migliore per l’atleta corridore? Non esiste, in quanto è soggettivo. Dipende anzitutto dalla personale sensibilità al caldo e al freddo. Sicuramente gli indumenti traspiranti sono più idonei agli atleti. Il cotone è sì un materiale naturale, ma quando si bagna, purtroppo trattiene il l’umidità. Ciò è valido anche per il compression. C’è stata una notevole campagna pubblicitaria in questo settore, è stato una ‘moda’ negli ultimi anni. Egli stesso l’ha sperimentato, ma riconosce che l’effetto compressione è difficile da percepire. Bisogna pur sempre ascoltare i consigli dei più esperti del settore abbigliamento sportivo e poi valutare i capi in base alla tipologia di gara praticata. L’abbigliamento ha certo la sua importanza e può fare anche la differenza. A quanti cominciano con la corsa, Giorgio consiglia una buona scarpa e poi un idoneo abbigliamento. Sabrina dal canto suo informa che ella corre gare lunghe. Più si allunga la distanza di gara, maggiore risulta l’importanza dell’abbigliamento. Ci si domanda se usare o meno la giacca impermeabile in caso di pioggia. Certamente i capi termici hanno un costo molto elevato. Bisogna comunque avere tra i propri capi di abbigliamento un impermeabile, secondo Giorgio, ancor più se si pratica il trail running. Se non ha la caratteristica di traspirabilità, l’impermeabile non è consigliabile. Egli sceglie quelli traspiranti e con molte colonne d’acqua, pur vivendo a Roma, ove per la verità non piove così spesso. Il costo di un tale prodotto è certo notevole e quindi non è a alla portata di tutti. Egli corre da tanti anni e perciò ritiene che ogni investimento per la corsa è un indubbio guadagno. Sabrina sottolinea che è meglio avere pochi capi di abbigliamento e di buona qualità. È fondamentale altresì come si lava il proprio abbigliamento sportivo. Ella consiglia di non usare l’ammorbidente per il lavaggio, in quanto ha un effetto contrario. Con detersivi specifici gli indumenti hanno una durata maggiore. È certamente un buon investimento acquistare un buon impermeabile, ma anche in questo campo, secondo Giorgio, è soggettivo il suo utilizzo, la scelta sarà in relazione al soggetto e al contesto. Per quanto riguarda le maglie termiche, esse indubbiamente sono assai calde e utili al corridore. Un’altra questione da valutare è che alcuni materiali risultano irritanti in particolare per i capezzoli. In caso di tali problemi, si può sostituire il capo o usare i cerottini appositi para capezzoli o altrimenti i normali cerotti. Le donne possono avvertire pure sfregamenti in alcune parti del corpo, per esempio sotto le ascelle, sull’inguine. Possono essere efficaci in questo senso creme come la vasellina bianca o la Pasta Fissan, reperibile in farmacia. Particolari accortezze si devono avere in caso di pelle delicata. Si è poi affrontata la questione delle calzature. Giorgio sottolinea che le scarpe sono gli accessori più importanti dell’abbigliamento del corridore. Egli ha anzitutto distinto le scarpe da allenamento dalle scarpe da gara. Queste ultime sono più leggere, sovente in carbonio, offrono meno protezione, non si possono usare tutti i giorni. Le scarpe ammortizzate sono per lo più per il training. Giorgio sceglie attualmente le super ammortizzate. Le stabili invece sono riservate ai soggetti che presentano il difetto dell’iperpronazione, per la gara ci sono le performanti per soggetti veloci, con appoggio neutro e non pesanti. Poi ci sono le scarpe specifiche da trail, suddivise in trail gravel, trail running protettive e trail running. La suddivisione è dovuta alle loro particolari caratteristiche. Sabrina ricorda che quando un cliente giunge al suo negozio, gli chiede anzitutto per quale utilizzo è indirizzata la calzatura da acquistare. Spesso essi scelgono le scarpe in base all’estetica. Gli sportivi meno informati chiedono di solito consigli al negoziante. Sabrina osserva che anzitutto bisogna distinguere il soggetto che cammina dal soggetto che corre. Ma la scelta della scarpa rimane molto soggettiva. Un modello più pesante forse ci farà perdere qualcosa in termini di velocità oraria, ma ne guadagneremo in termini di salute, di prevenzione dagli infortuni. L’utilizzo continuo di scarpe più leggere (essenziali e performanti) può alla lunga provocare infortuni. C’è da considerare poi il drop/differenziale. Le calzature a drop 0 sono scarpe minimaliste/essenziali che, per soggetti non abituati, possono essere ‘pericolose’. In ogni caso Sabrina consiglia un avvicinamento graduale. Esistono oggi sul mercato sportivo diverse tipologie di scarpe in carbonio. In certi casi ci può essere anche un guadagno di 6”/km in termini di velocità. Nel corso degli anni indubbiamente i nuovi materiali hanno contribuito al miglioramento dei risultati da parte degli atleti. L’utilizzo delle scarpe in carbonio è una questione oggi dibattuta. Sabrina consiglia le scarpe con piastra in Fibrax, in quanto si rischia di meno d’incorrere in infortuni. Poi Giorgio ha parlato del consumo delle scarpe. Numerosi infortuni sono causati dall’utilizzo di scarpe consumate, poiché dopo un po’ esse perdono in ammortizzazione. Ma è difficile quantificare la durata di una calzatura da running. Mediamente le scarpe durano 600 km, mentre oltre si rischierebbe l’infortunio. Ma per Sabrina non è facile rispondere alla domanda su quando cambiare le scarpa. Ella ha osservato che in genere i corridori usano un paio di calzature per troppo tempo. Indubbiamente oggi le scarpe sportive hanno una durata inferiore rispetto agli anni passati. Sabrina consiglia di utilizzarle comunque solo per la corsa e non anche per le normali attività quotidiane. Le persone di solito acquistano un paio di scarpe per qualsiasi utilizzo.
È stata poi offerta la possibilità a quanti partecipavano al webinar, di rivolgere domande ai due esperti relatori. Giorgio ha così parlato delle cosiddette scarpe gravel, non specifiche per una specialità atletica, che si possono usare indifferentemente per il trail e la strada. Secondo lui è meglio però possedere scarpe specifiche per ogni singola disciplina. In genere le calzature per la strada sono più morbide e confortevoli rispetto a quelle per il trail. Si è anche affrontata la questione delle ortesi plantari. Sabrina ha rimarcato di aver notato un discreto uso di plantari da parte dei corridori ai nostri giorni. Interessante anche la questione sui materiali catarifrangenti. Oltre alla lampada frontale, in commercio si trovano braccialetti luminosi, ma altresì lampade da applicare al torace tramite materiale elastico. La luce posteriore permette a chi si trova dietro a un soggetto, di avvistarlo, così come i capi di colore luminoso (giallo, verde). Indubbiamente vedere bene, quando si corre di notte, è molto importante per l’atleta.
Il webinar è riuscito a fornire utili insegnamenti ai praticanti della corsa su cosa indossare per praticare con beneficio, sicurezza e soddisfazione la disciplina affascinante della corsa, quindi è stato un webinar ‘formativo’. Esistono sì delle regole precise, dei principi nel campo dell’abbigliamento e dei vari accessori, ma poi le scelte opportune saranno pur sempre soggettive, poiché sono fondamentali le caratteristiche dei soggetti e l’ambiente in cui si utilizzano i diversi materiali; inoltre i consigli dei più esperti del settore e degli atleti evoluti sono utili per le scelte più opportune dei diversi capi.
STEFANO SEVERONI