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Webinar 30.09.2026

Mercoledì 30 settembre 2026 alle ore 21 si è svolto il webinar dal titolo ‘L’alimentazione nelle discipline di endurance’, organizzato dal CR FIDAL Toscana in collaborazione con ASSITAL e con relatore il dott. Michelangelo Giampietro (nella foto), medico specializzato in Medicina dello Sport e in Scienze dell’Alimentazione, docente alla Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico alla Sapienza in Roma, docente presso la Scuola dello Sport e Salute e della Commissione Medico-Scientifica FIGC, SGS e FIS, nonché autore di alcune pubblicazioni scientifiche. Il relatore ha spiegato subito che sua intenzione è di presentare un panorama generale sui principi validati dal mondo delle discipline sportive. Ha citato lo studio International Journal of Sport Nutrition and Excercise Meatabolism, 2019, 29, 220-227. Bisogna tener presente che la salute dell’atleta viene prima della sua prestazione sportiva.

Giampetro ha citato lo studio Ten things you need the know about sport Nutrition e ne ha elencato i princìpi cardine:

1) Non guardare solo il peso se si pensa alla salute.

2) Costruire muscoli richiede più che sole proteine.

3) Proteine: non è solo di più, ma quando e quanto.

4) Consumare pochi pasti causa problemi.

5) I cibi freschi aiutano il microbiota e contribuiscono alla salute.

6) Cibo buono, cibo cattivo, scelta a rischio.

7) La carenza di energia nello sport (RED-S) può essere un problema.

8) Idratazione scarsa = prestazione scarsa.

9) Riposare dopo l’esercizio è importante quanto l’esercizio.

10) È importante imparare a ridurre lo stress.

Poi il relatore ha spiegato questo schema:

Masticazione = principio di digeribilità
Cosa fareMasticareBere, sorseggiando
Alimenti ricchi di carboidratiCotture brevi e sempliciAlimenti di qualitàRispettare i tempi
Cosa non farePasti abbondantiAlimenti ricchi di grassiCotture lunghe ed elaborate

Bisogna rispettare i 10-12 atti di masticazione con la bocca. La masticazione attiva sostanze che debbono essere poi assimilate, è un principio fondamentale assieme a bere sorseggiando dal primo mattino sino alla sera.

Poi egli ha citato lo studio Cannon gastro-intestinal sympotons in athletes, scaricabile nel link: www.mysportscience.it.

L’integrazione sportiva richiede tempo, competenza e fatica.

Queste sono le cinque sostanze di cui sono stati riconosciuti effetti positivi nella prestazione sportiva: caffeina, creatina, ossido nitrico dalle barbabietole rosse, biotina, glicerolo.

L’attività sportiva, solo se effettuata a livello agonistico-competitivo dev’essere considerata un’attività particolare dal punto di vista dietetico. Non esistono alimenti magici o diete particolari che possano migliorare la prestazione atletica: solo una sana alimentazione contribuisce a rendere l’organismo efficiente a quel compito che deve affrontare.

Poi Giampietro ha proposto la Piramide Mediterranea, distinguendo cibi da consumare:

  1. quotidianamente;
  2.  alcune volte a settimana;
  3.  con moderazione (discrezionale).

Uno studio del 2021 ha distinto queste tipologie di diete:

─ dieta vegetariana;

─ dieta ricca di grassi;

─ digiuno intermittente;

─ dieta a base di zuccheri Fodmap;

─ western diet;

─ dieta chetogenica.

Per ciascuna dieta ci sono effetti negativi ed effetti positivi. Interessanti gli effetti dei diversi profili dietetici su microbiota intestinale, strato di muco e cellule immunitarie. Si osserva che solo la dieta mediterranea e la dieta vegetariana sono in grado di soddisfare le esigenze di uno sportivo. Acetato, propionato e imburrato sono SCEA più abbondanti. In ogni modo gli alimenti vegetali debbono essere consumati in abbondanza.

Si possono distinguere due approcci alle scelte alimentari:

─ tutti i giorni: la dieta per l’allenamento;

─ eventi particolari: gare, test.

L’alimentazione di sportivi e atleti si differenzia da quella consigliata per la popolazione generale, fondamentalmente per un maggior fabbisogno idrico dovuto alla perdita di liquidi, tramite la sudorazione e per l’aumento del fabbisogno energetico, da coprire soprattutto sotto forma di alimenti ricchi di carboidrati. Nelle gare di ultramaratona si può arrivare fino a introdurre 90 g di carboidrati e 1 g di sale.

Il rischio è che l’utilizzo degli integratori provochi la perdita di fiducia nell’atleta fino a spingerlo all’uso di sostanze dopanti.

Gli studiosi Christensen e Harsen (1939) hanno dimostrato che la capacità di svolgere un esercizio prolungato in un determinato carico di lavoro dipende dal tipo di dieta seguita prima dell’esercizio. Essi hanno concluso che i carboidrati rappresentano il carburante più importante. Il relatore ha citato il finlandese Lasse Viren, il quale nel 1972 vinse i titoli olimpici di 5.000 e 10.000 m, seguendo una dieta con un’alta percentuale di carboidrati.

Giampietro ha riferito sugli effetti di una dieta mista, di una dieta a basso tenore di carboidrati e di una dieta a elevato tenore di carboidrati sul contenuto di glicogeno nel muscolo quadricipite femorale e sulla durata dell’esercizio al ciclo-ergometro. Inoltre egli si è soffermato sul contributo di quattro diverse fonti energetiche nell’atleta in relazione alla durata dell’esercizio fisico: trigliceridi muscolari, acidi grassi plasmatici, glucosio ematico, glicogeno muscolare. La quota proteica dev’essere presente in tutti i pasti quotidiani.

Quindi Giampietro ha indicato i principi essenziali per una dieta prudente e sana per lo sportivo, indicando le percentuali necessarie di carboidrati, proteine e grassi, oltre al fabbisogno energetico. Sono evidenti i pericoli in caso di ridotta disponibilità energetica, ovvero con una dieta con ridotto apporto calorico, i cui sintomi si manifestano con:

─ amenorrea/perdita della libido;

─ impoverimento osseo;

─ disturbi mestruali.

Nell’ultimo decennio questa triade della donna si è allargata e sono comparsi simili disturbi anche negli uomini.

Gli obiettivi prioritari nella preparazione alimentare negli atleti possono essere riassunti brevemente nei seguenti elementi fondamentali:

─ costituzione di adeguate riserve muscolari ed epatiche di glicogeno;

─ prevenzione dell’ipoglicemia;

─ armonizzazione del peso e della composizione corporale alle esigenze delle specifiche discipline sportive;

─ riduzione dei potenziali condizioni di disagio intestinale.

È necessario un regime di supercompensazione glucidica per la preparazione di gare di lunga durata. La quantità di carboidrati consigliata da assumere nello sportivo sarà sempre in funzione della durata e dell’intensità dell’allenamento.

A riguardo delle bevande isotoniche, utili nell’impegno muscolare, ma pur sempre contenenti coloranti ed edulcoranti, il relatore ha consigliato che l’atleta può prepararsi un succo di frutta di 250 ml a cui aggiungere 1 g di sale fino.

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