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Excursus storico sul movimento paralimpico italiano

La storia della disabilità è un percorso che parte da molto lontano. Durante la storia dell’uomo, la visione sulla disabilità è stata vista e percepita in modi diversi. Nel corso della storia occidentale l’essere umano, nella ricerca della normalità e della perfezione, ha cercato di adeguarsi tenacemente ai canoni proposti dalla cultura dominante, respingendo le categorie di diversità fisica e mentale. L’inserimento delle persone con disabilità nella vita normale e nel mondo sportivo in particolare è abbastanza recente. Se esiste un’attività internazionale di atletica leggera coordinata da una federazione, la World Athletics, con un Comitato Olimpico Internazionale (CIO), vi è anche un Comitato Paralimpico, che coordina l’attività di soggetti con disabilità. Il movimento paralimpico internazionale sorge grazie al neurochirurgo inglese Ludwing Guttmann (m. 1980), colui che per primo si è dedicato all’avviamento alla pratica sportiva di reduci britannici i quali, durante la II Guerra Mondiale, avevano riportato una lesione midollare, da cui il loro ricovero presso la Spinal Injures Unit di Stoke Mandeville. Guttmann ebbe la felice intuizione e il merito d’introdurre la pratica sportiva tra i portatori di handicap come strumento di recupero fisico e mentale. Proprio grazie allo sport, i pazienti paraplegici riuscirono anche a sviluppare e rafforzare il proprio fisico, nonché persino a superare la depressione: un eccellente metodo per recuperare e ritrovare interesse alla vita di relazione. Il 28 luglio 1948 iniziarono i primi Giochi di Stoke Mandeville, in un villaggio a nord di Londra, diventati poi le attuali Paralimpiadi.

Questo bellissimo documentario (71) E poi vincemmo l’oro – YouTube racconta le avventure del primo nucleo di atleti italiani con disabilità guidati: Oliver Venturi, atleta paralimpico e tedoforo alle Paralimpiadi Torino 2006, Uber Sala, Aroldo Rustioni, Lucia Sparro, Maria Stella Calà, moglie del prof. Antonio Maglio, artefice della nascita dello sport paralimpico in Italia e allievo del prof. Guttmann, Carlo Di Giusto, tecnico basket in carrozzina, Tonino Degli Schiavi, Luca Pancalli, presidente CIP, atleta paralimpico, Silvana Martino, Irene Monaco, Roberto Marson, Uber Sala, atleta paralimpico 1964-1998, Vittorio Loi, atleta schermitore, Chiara e Serena Loi, figlie di Vittorio, Beatrice Vio, atleta paralimpica, Cecilia Camellini, atleta non vedente, Monica Contraffatto, atleta velocista che corre con protesi, Martina Caironi, velocista, Vittorio Podestà, atleta paralimpico dal 2003 in handbike, Alex Zanardi, atleta paralimpico in handbike dal 2007, Mario Valentini, Paola Fatato, atletica paralimpica 1986-2004 tiro con l’arco, Assunta Legnante, atleta paralimpica dal 2012 lancio del peso, Francesca Porcellato, atleta paralimpica dal 1986, con 10 partecipazioni alle Paralimpiadi, Alvise De Vidi, atleta paralimpico dal 1986, atletica leggera, velocità e maratona. Un video che mostra come lo sport è vita. Con la disabilità, la vita non finisce, ma continua.

«Il mondo paralimpico è una grande famiglia» (Luca Pancalli).

Quest’altro documentario didattico I primi 60 anni di sport paralimpico | Scienze motorie | Rai Scuola, riferisce sulle Paralimpiadi Tokyo 2022.

Nel mondo delle gare di lunga distanza, in particolare delle ultramaratone, sono presenti atleti con varia disabilità, dichiarata o meno. Ricordiamo Loris Cappanna, atleta non vedente con PB in maratona 2h55’37” (2018) e 6h 52,917km (2016) e Chiara Pandolfi, atleta non vedente cat. T11 con al suo attivo 28 ultramaratone, come tra i più rappresentativi.

CHIARA PANDOLFI Chiara Pandolfi & Ilaria Razzolini | Un’amicizia travolgente • Donn&Ultra | Podcast (spotify.com)

Loris Cappanna alla 6 ore de’ Conti 2016
Chiara Pandolfi e Ilaria Razzolini al Lago D’Orta

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