7^ 50 km e 4^ 8 ore di Calabria 2026
Iscrizioni online aperte fino a venerdì 2 ottobre
Domenica 4 ottobre 2026 a Curinga (CZ) si svolgerà la manifestazione Non Stadia denominata 7^ 50 km e 4^ 8 ore di Calabria. Previste anche le gare con traguardi intermedi di 9,6 km con arrivo a Contrada Zecca e di 32 km con arrivo in piazza Immacolata. Il ritrovo è fissato alle ore 8 e la partenza alle ore 9 da piazza Immacolata in Curinga. La gara si svolge su un percorso omologato e certificato FIDAL. La gara di 50 km e la gara di 8 ore di Calabria sono prove del 24^ Grand Prix IUTA di Ultramaratona. A tali due ultramaratone è stata attribuita la IAU Bronze Label 2026, riconoscimento che la IAU conferisce alle manifestazioni sportive di alta qualità in percorsi, organizzazione e servizi offerti.

PERCORSO Dopo un giro per le vie di Curinga, la gara si snoda lungo strade provinciali montane fino
a raggiungere circa 1 km della località Fossa del Lupo e di monte Contessa. Dal 18° km, dopo un tratto sterrato di circa 3 km, la gara prosegue tutta in discesa, ripassando da Curinga, fino a raggiungere la ridente località di Acconia con le sue terme romane. Dopo il 45° km, la gara si svolgerà in un circuito di 1 km intorno a piazza San Giovanni da ripetere 5 volte. Gli atleti che parteciperanno alla competizione di 8 ore, dopo il 45° km continueranno sul medesimo circuito di 1 km fino al raggiungimento dell’8^ ora. L’arrivo è previsto in piazza San Giovanni ad Acconia di Curinga.
QUOTE ISCRIZIONI 50 KM E 8 ORE
Fino al 22/09: € 40 – Associati IUTA e Club Super Marathon Italia: € 35
Dal 23/09 al 02/10: € 50 per tutti
QUOTE ISCRIZIONI GARE DI CONTORNO
Km 10: € 15
Km 32: € 30
ISCRIZIONI Online al seguente indirizzo: www.icron.it ed entro il 02/10/2026.
Le quote di iscrizione possono essere versate sul c/c bancario: IT18I0303242551010000091587 – Causale: Iscrizione 7^ 50 km di Calabria o 4^ 8 ore di Calabria o gare intermedie.
ELENCO ISCRITTI ICRON Evolution
CURINGA Sulle colline che dominano la Piana, in mezzo a uliveti e vigneti, sorge Curinga, il capoluogo del Comune. Vi si arriva dopo aver percorso circa 20 km da Lamezia Terme. Subito sarebbe da visitare il monastero di Sant’Elia Vecchio e il millenario platano orientale, situati in posizione panoramica sulla strada che conduce verso le frazioni di montagna del Comune. Del complesso, edificato da monaci Basiliani, poi ampliato dai Carmelitani, restano un imponente vano absidale (X sec.), la piccola Cappella di Sant’Elia (XI sec.) e tracce consistenti dei diversi ambienti del piano terreno del monastero (XVII sec.). Il centro storico di Curinga è caratterizzato da un intrico di case contadine, abitazioni artigianali e modeste residenze borghesi sono intorno alle chiese e ai pochi palazzi signorili. Vale la pena percorrerlo a piedi, partendo dalla parte più alta, il rione Calvario, si potranno ammirare la particolare struttura di alcune costruzioni e la sapiente lavorazione di tanti balconi in ferro, ma soprattutto gli straordinari scorci panoramici, che si aprono ora sulle verdi colline circostanti ora sulla Piana e sul Tirreno. Un’agevole passeggiata porterà a Palazzo Bevilacqua, in avanzata fase di ristrutturazione e, da qui, superati il maestoso Palatium Principis e la Pietrapiana, alla chiesa dell’Immacolata. Edificata sui ruderi dell’antica chiesa di S. Nicola dopo il terremoto del 1783, la chiesa è decorata al suo interno da stucchi realizzati nella seconda metà del XIX sec. e conserva una preziosa statua della Vergine in legno policromo (XVII-XVIII secc.) e un quadro della metà del Settecento, raffigurante s. Francesco di Paola. A circa 500 m, c’è la chiesa Matrice. Dedicato a sant’Andrea Apostolo, l’edificio è stato ricostruito dopo il terremoto del 1783 e ha subìto pesanti rimaneggiamenti nella prima metà del XX sec. All’interno si trovano sculture lignee e dipinti dei secc. XVII e XVIII. Non si può lasciare il paese senza una sosta al complesso monastico di sant’Elia, collocato su uno sperone che si affaccia sulla strada per Acconia, l’antica via Maris. La struttura comprende tre diversi settori: il cimitero sotterraneo, sostanzialmente integro; il convento, di cui resta soltanto un’ala; il santuario della Madonna del Carmine. Edificata nella seconda metà del Seicento, la chiesa subì gravi danni con il terremoto del 1783 e fu ripristinata tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento.