Adriano Leidi, runner a 85 anni
“La corsa mi aiuta a stare in salute”
Leidi ci insegna che non è mai troppo tardi per cominciare a correre e ci racconta i suoi allenamenti, la sua giornata tipo e tutti i suoi segreti di longevità
Romano, 85 anni, Adriano Leidi ha alle spalle decine di maratone, mezze maratone, gare di 100 km, 38 ultramaratone e ben 8 partecipazioni alla SuperMaratona dell’Etna. Ha iniziato a correre a 52 anni e da allora non si è più fermato. E racconta come la corsa abbia cambiato la sua vita e quale sia, secondo lui, il segreto per arrivare in forma alla sua età.
Come è iniziata la sua avventura nella corsa? “Ho iniziato a 52 anni. Accompagnavo i miei due figli ad allenarsi al campo delle Tre Fontane, a Roma. A forza di guardarli correre mi sono stancato di restare fermo e ho deciso di provare anch’io. Da quel giorno non ho più smesso”.
Quando ha capito di essere portato per le lunghe distanze? “Dopo la mezza maratona di Roma ero piuttosto stanco. Ma un amico runner mi osservò correre e mi disse: ‘Secondo me tu sei uno da Passatore’. Io rimasi sorpreso, ma lui sosteneva che il mio stile di corsa fosse adatto alle lunghe distanze. Così, meno di un mese dopo, iniziai ad allenarmi correndo da casa fino all’aeroporto di Fiumicino e ritorno. Riuscivo a sostenere quei lunghi allenamenti e poco dopo mi iscrissi alla 100 km del Passatore, ottenendo anche un ottimo risultato”.

Adriano Leidi lo scorso 12 giugno il giorno pre SuperMaratona dell’Etna a cui ha partecipato per l’8^ volta – Foto di Pierluigi Benini
Ha iniziato subito con le ultramaratone? “No, sono partito con le distanze più brevi e poi, gradualmente, sono passato a quelle più lunghe. Sono sempre stato bene e sono convinto che la corsa sia una delle migliori medicine per mantenersi in salute. La mia storia, in fondo, lo dimostra”.

Come si allena oggi? “Da giovane correvo praticamente tutti i giorni. Oggi mi alleno 3 volte a settimana. Corro sempre, non cammino durante gli allenamenti. Di solito scelgo la pista ciclabile di Roma oppure Villa Pamphili, dove il terreno sterrato e i continui saliscendi sono perfetti per prepararsi”.
Preferisce allenarsi da solo o in compagnia? “Sempre da solo. Quando correvo con altri finivo per adattarmi ai loro ritmi, mentre io ho bisogno di seguire il mio”.
Dopo tanti anni di gare, c’è un difetto che non è ancora riuscito a correggere? “Sì, e i miei amici me lo ricordano sempre. Parto troppo forte. Invece di gestire la gara con gradualità, mi faccio prendere dall’entusiasmo e spingo subito. Qualche volta questo mi è costato caro, perché nel finale ho perso ritmo. È un difetto che non sono mai riuscito a eliminare, ma ormai fa parte del mio modo di correre”.

Segue un’alimentazione particolare? “Da quando ho iniziato a correre non mangio più carne. Amo gli animali e questa scelta mi fa stare bene. La mia alimentazione è composta soprattutto da verdure, pasta, cereali e pesce”.
E la sua colazione com’è composta? “Qui devo confessare un piccolo peccato di gola. Mi piacciono molto i dolci. In genere mangio fette biscottate con la marmellata, ma ogni tanto anche delle paste al pistacchio, accompagnate da un caffè oppure da un tè”.
Cosa non manca mai prima di una gara? “Un bel piatto abbondante di riso. Ho sempre fatto così e mi sono sempre trovato bene”.
Qual è il segreto della sua longevità? “Credo sia un insieme di fattori. Sicuramente conta la genetica, ma penso che la corsa mi abbia aiutato tantissimo a restare in salute e in forma”.
Che consiglio darebbe a chi si sente troppo ‘maturo’ per iniziare a correre? “Direi di iniziare senza fretta. Prima una camminata veloce, poi qualche tratto di corsa leggera e, con il tempo, aumentare gradualmente senza esagerare. Oggi, alla mia età, cerco anche di mangiare un po’ meno rispetto al passato e continuo a mantenermi attivo con la corsa e le passeggiate”.
Come conclude la giornata di Adriano Leidi? “Ceno verso le 21.30, perché nel pomeriggio io e mia moglie siamo quasi sempre fuori a passeggiare. Vado a letto intorno a mezzanotte e mi sveglio verso le 10 del mattino. Dormo 10 ore vere, senza pensieri. Con l’età ho imparato a dormire di più”.
Oltre alla corsa, cosa considera importante per invecchiare bene?
“Muoversi ogni giorno, camminare, mangiare sano, dormire bene e allenare anche la mente. Amo leggere libri di storia e d’arte, una passione che mi porto dietro dai tempi del liceo classico. Sono letture impegnative, ma tengono allenato un muscolo fondamentale: il cervello”.
SCHEDA ATLETA Statistica di ultramaratona della DUV
I.RIGHETTI www.gazzetta.it