Ronda Ghibellina Trail 2026: quando il fango riscrive la gara (e la comunità risponde presente)

Ci sono gare che ti chiedono gambe. E poi ci sono gare che ti chiedono anche carattere, pazienza, lucidità e quella qualità rara che nel trail chiamiamo spirito: saper restare “dritti” anche quando il sentiero prova a buttarti giù. La Ronda Ghibellina Trail è una di quelle. E l’edizione numero 16, andata in scena nel weekend 24-25 gennaio 2026 a Castiglion Fiorentino (AR), lo ha ricordato a tutti con la firma più inequivocabile: pioggia e fango, fango e pioggia.

I numeri, qui, non sono un dettaglio: sono il termometro di un evento che sta diventando sempre più un riferimento in Italia in questo periodo dell’anno. Parliamo di oltre 1.500 partecipanti (record), e di una due giorni capace di richiamare più di 3.000 visitatori tra atleti, accompagnatori e appassionati.

E quando un evento cresce così, non cresce “da solo”: cresce perché il territorio lo sente suo e perché chi lo organizza riesce a trasformare una gara in un’esperienza. Un’esperienza vera, di quelle che non si spiegano bene a parole finché non ti ritrovi con le scarpe che pesano il doppio e la faccia impastata di sorriso.

Quattro distanze, una sola identità!

La Ronda propone quattro percorsi competitivi (14 km, 25 km, 45 km, 67 km), con base logistica e cuore pulsante al PalaMeoni, che è molto più di un palazzetto: è una “casa” temporanea per un popolo intero. Le due prove regine, 45 km e 67 km, sono anche quelle che si inseriscono nel percorso più ampio del Grand Prix IUTA Ultratrail Oxyburn 2026: il filo che unisce gare, territori, volontari e atleti in una stessa comunità sportiva.

In questo caso, a rappresentare IUTA sul campo c’erano Enrico Vedilei, consigliere nazionale IUTA e figura notissima del mondo ultra e Marcella Martini. La loro presenza non è solo simbolica: è il modo concreto con cui IUTA prova a stare dentro le gare, viverle, ascoltarle e riportare a casa impressioni vere, quelle che non si trovano nei comunicati. E lo dico con orgoglio, perché in IUTA non siamo un esercito: siamo pochi, spesso incastrati tra lavoro, famiglia e chilometri. Però ci teniamo a esserci sul posto quando possiamo, non per formalità, ma per passione autentica e per rispetto verso organizzatori e atleti.

Enrico mi ha condiviso un resoconto diretto, senza filtro, come piace al trail:

“Il fango l’ha fatta da padrone, non si stava in piedi e i risultati ne hanno risentito. La lunga ha preso anche 4h di pioggia (la 45 solo 1h…). Il giretto in mezzo al paese ha consentito di fare conoscere una parte importante del centro storico che in precedenza non era stato mai toccato, e a parte la colonna di atleti formatasi sulle scale, poi mi è sembrata più scorrevole in quanto nei soliti imbuti della parte iniziale e in salita, si era già fatta selezione. Ristori super pieni e solita accoglienza dei Toscani. Sarò di parte avendole concluse tutte, ma questa Ronda merita. Poi ascoltare la voce di Renato Menci alla partenza, è stato un pugnale al cuore, specialmente per chi lo ha conosciuto, come me”.

Dentro queste righe c’è tutta la Ronda che piace a noi: la durezza meteo che non fa sconti, l’intelligenza di un percorso che riesce anche a valorizzare il centro storico, la selezione naturale del trail (che sistema gli “imbuti” senza bisogno di discussioni), e soprattutto l’umanità: ristori pieni, accoglienza toscana, volontari e atleti che si capiscono al volo anche senza parlare.

Quando un evento regge un’edizione così bagnata e così partecipata, vuol dire che dietro c’è sostanza. E questa sostanza ha nomi, facce, mani. Oltre 250 volontari impegnati lungo il percorso, nei ristori, nella sicurezza e in tutta la macchina organizzativa: un lavoro enorme, spesso silenzioso, sempre decisivo!

A loro, e a tutta l’ASD Ronda Ghibellina, va un ringraziamento pieno e convinto: perché la qualità organizzativa non è solo far partire una gara, è prendersi cura delle persone mentre mettono in gioco il meglio (e il peggio) di sé.

La Ronda Ghibellina sta crescendo molto, e il bello è che lo sta facendo senza snaturarsi: resta un evento ruvido quando serve, accogliente sempre, e capace di mettere insieme agonismo, comunità e territorio. È esattamente il tipo di manifestazione che fa bene al trail italiano e che, dentro il Grand Prix IUTA Ultratrail Oxyburn, trova una casa naturale. LINK alle classifiche ufficiali dell’evento.

IUTA continuerà a provarci così: presenza reale sul campo, anche quando siamo pochi, perché è lì che si misura lo spirito trail. Con passione autentica e rispetto per chi organizza e per chi corre, un passo dopo l’altro, gara dopo gara, dentro il Grand Prix IUTA Oxyburn LINK.

John Benamati

Marcella Martini Promoter IUTA anche lei in gara alla Ronda, una presenza “a sorpresa” ma col botto!
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