PANORAMIC TRAIL – DALLA VALDAMBRA A MALCESINE, DALLA FATICA ALLA FESTA

Quest’anno, invece di infilarmi un altro pettorale dopo la 109 km della Valdambra vedi LINK, ho deciso che era il momento di cambiare prospettiva: niente zaino, niente frontale, niente “vediamo se arrivo”.
Ho preferito guardare gli altri soffrire.
Sì, avete letto bene: avendo organizzato il Panoramic Trail a Malcesine, ultima prova del Grand Prix IUTA Oxyburn LINK, per questa volta ho potuto osservare da fuori quelle facce tese, sporche e felici che di solito vedo solo allo specchio.

Il percorso della mia “lunga”, 46 km con 3.360 metri di dislivello positivo, si snoda tra il Lago di Garda e il Monte Baldo. Un tracciato che ho pensato e poi anche balisato in parte personalmente (non proprio riposato dopo la mia quasi 109 km toscana…) insieme a un gruppo di volontari straordinari, che ormai considero parte della mia famiglia sportiva.

DAL PRIMO ALL’ULTIMO: IL SENSO DEL GRAND PRIX IUTA OXYBURN

In cima alle classifiche il nome che brilla è quello di Andreas Reiterer, una macchina perfetta da montagna, capace di rendere semplice ciò che per molti di noi è un incubo verticale.
Ma per capire davvero cosa rappresenta la filosofia IUTA, bisogna guardare anche l’altro estremo della classifica: Angiolino Zanardi, classe 1948, che ha tagliato il traguardo con il sorriso di chi sa che ogni passo è una conquista.

Ecco dove entra in gioco la formula dei coefficienti LINK, il cuore del Grand Prix IUTA Oxyburn.
Siamo l’unico circuito al mondo che valorizza le prestazioni in base all’età, dando a ogni atleta — giovane o meno giovane — la possibilità di essere misurato per il suo reale valore.
Non è un “bonus”, ma un atto di equità sportiva: la montagna non fa sconti, ma noi proviamo almeno a dare giustizia alla fatica di tutti.

Così, quando mettiamo a confronto Reiterer e Zanardi, non parliamo di un vincitore e di un ultimo: parliamo di due simboli dello stesso spirito, distanti nei tempi ma vicinissimi nei valori.
È questo che fa della IUTA qualcosa di diverso: una comunità prima che una classifica.

DALLA PARTE DI CHI CORRE E DI CHI ORGANIZZA

Il mio ruolo di Capo Area Trail IUTA mi permette di vivere le gare da due prospettive: quella dell’atleta che soffre e quella dell’organizzatore che cerca di far quadrare tutto.
È un equilibrio delicato ma prezioso, perché mi aiuta a immedesimarmi negli uni e negli altri, a capire cosa serve davvero per rendere un evento sicuro, accogliente e rispettoso.

Nella mia società, la US Montebaldo ASD, abbiamo coniato la filosofia “Athletes First” — mettere al centro le persone, prima del cronometro — e oggi cerco di portarla anche nel Grand Prix IUTA Oxyburn.
Non si tratta di uno slogan, ma di un modo di vivere lo sport.

E nel frattempo, non ho certo smesso di correre: anzi!
Ho iniziato a esplorare anche la pianura e l’asfalto, alcuni articoli a questo LINK, proprio per imparare di più e capire fino in fondo il linguaggio di chi vive la corsa in tutte le sue forme.
Ogni chilometro è una lezione: in montagna, in città, di notte o sotto il sole, da soli o in compagnia,

E comunque si, nonostante l’esperienza e l’impegno, continuo a sbagliare.
A volte dimentico qualcosa, altre esagero con l’entusiasmo… ma se non altro cerco di non ripetere gli stessi errori due volte (anche se, lo ammetto, ci sto ancora lavorando).
Fa parte del gioco: si cresce, si cade, ci si rialza — proprio come in gara.

L’ULTRA È ANCHE QUESTO

Per me, vedere Malcesine piena di atleti, volontari, famiglie i simboli IUTA e sorrisi è stato un privilegio.
Ho sempre pensato che dietro ogni gara ci fosse un “disegno più grande”, e il Panoramic Trail ne è la prova: unire persone, territori e valori attraverso la fatica condivisa.

E alla fine, anche senza correre la mia gara, vi assicuro una cosa: la stanchezza è arrivata lo stesso!!!

Next race: surprise!!! sarà in piano e sarà un calvario 😉

John Benamati

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