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News del :15-7-2020, 15:59 Scritta da: Stefano.64
Seminario FIDAL sul costo dell'esercizio atletico -14.07.2020
Martedì 14 luglio alle 17.30 presso lo stadio Nando Martellini in Roma è ripresa l’attività formativa del Comitato Regionale FIDAL Lazio, dopo la pausa causata dalla quarantena, con un seminario dal titoloCosto dell’esercizio atletico: biomeccanica degli ostacoli e metabolismo energetico della corsa, con relatori, Claudio Pannozzo Gianni Tozzi, entrambi allenatori di 4° livello. Nell’ampia e ricca introduzione teorica, Pannozzo si è inizialmente riallacciato a due suoi precedenti interventi in seminari romani del marzo e ottobre 2019 presso il CS Esercito alla Cecchignola. Le variabili fisiologiche delle discipline di endurance sono: Massima Potenza Aerobica (VO2max), Velocità Aerobica Massima (vVO2max o VAM), Frazione di utilizzo del VO2max (%VO2max), Soglia Anaerobica (SAN), Costo Energetico (CE).
Contrariamente a quanto si possa ritenere, anche nelle discipline di endurance il gesto tecnico assume un’importanza tutt’altro che trascurabile, andando a influire direttamente sul costo energetico. Il CE della corsa è legato significativamente alla stiffness. La VVO2max è dipendente dal CE. Il VO2max è il primo fattore che influenza la performance aerobica. Il costo energetico durante l’esercizio fisico può variare in un soggetto, il che è dimostrazione che è un fattore allenabile. Esso è misurato in laboratorio. Il CE determina la quantità di energia spesa al chilometro per avanzare a una determinata velocità; esso è in funzione della tecnica esecutiva, quindi determinante anche nelle discipline di endurance. Un conto è correre, un conto è correre bene ai fini della perfomance. La velocità di smaltimento del lattato è in relazione con l’attività svolta durante la fase di recupero. Sulla questione se l’allenamento a digiuno ad alta intensità migliora il metabolismo degli acidi grassi ci sono studi contrastanti tra loro. Ma si ricava comunque che molto dipende dalla dieta eseguita dai soggetti esaminati nelle fasi post digiuno. Il costo energetico è l’energia metabolica necessaria per muovere 1 kg di massa per 1 metro (Margaria, 1938). Per misurarlo bisogna disporre di un particolare strumento, il metabolimetro. La massima velocità che possiamo utilizzare è data dalla massima potenza del nostro motore diviso il costo. Quando corriamo a una velocità che non è la massima, allora sarà una frazione del consumo diviso il costo. Mentre negli atleti élite sono minime le differenze di VO2max, esiste una significativa differenza di CE (Jones, 2006). Il CE è allenabile. Qualsiasi tipo di allenamento della forza può portare miglioramenti al CE della corsa fino al 10%. Tuttavia l’allenamento della forza massima pare essere quello che conduce a miglioramenti leggermente superiori (Barnes & Kilding, 2015). Motivi: a) aumento della forza in sé; b) miglior reclutamento e sincronizzazione; c) coordinazione e minori co-attivazioni; d) aumento della stiffness muscolo-tendinea. Il protrarsi della distanza modifica il costo della corsa. Secondo uno studio di Bruekner et al. (1991) su 10 corridori non professionisti, la misura del CE netto prima e immediatamente dopo aver percorso 15-32-42 km su una pista indoor ha fornito questi risultati:
Valore medio di CE prima delle prove: 174,9 mlO2.
Dopo 15 km il CE non era significativamente diverso, mentre era aumentato in modo notevole dopo 32 km e ancor più dopo 42 km, con un aumento che andava da 0,20 a 0,31 mlO2.
Tuttavia il costo/economia non è sinonimo di efficienza. Ma l’efficienza è data dall’output meccanico (lavoro meccanico) /input chimico (costo). L’efficienza della corsa accresce all’aumentare della velocità. La motivazione teorica è imputabile a un’aumentata energia elastica. Questa riveste un ruolo importante sulla componente del CE. Il risparmio è causato da: a) restituzione d’energia immagazzinata negli elementi elastici; b) maggior velocità di accorciamento del muscolo e relativa diminuzione della fase positiva del lavoro muscolare. Per misurare il CE non è indispensabile il laboratorio. Infatti, è possibile determinarlo utilizzando un comune cardiofrequenzimetro. Se è pur vero che in letteratura esistono dati contrastanti riguardo la percentuale di incidenza sul risultato finale della prestazione, a prescindere dalla velocità, le modificazioni del risultato causata esclusivamente dalla variazione di CE spiegano da sole il 50% delle variazioni del risultato finale quando tutte le altre variabili (MPA – SAN – VAM) sono modificate contemporaneamente della medesima percentuale. La Velocità Aerobica Massima è la velocità alla quale viene raggiunta la soglia del massimo consumo di ossigeno. Essa rappresenta la percentuale della Potenza Aerobica Massima, che un atleta è in grado di utilizzare (Lacour e coll. - Di Prampero). Si ricava con la formula: vVO2max = VO2max – VO2max riposo/ CE della corsa.
Pannozzo ha analizzato il test di Billat, utilizzando formule e grafici. Questo test è stato ideato dalla fisiologa Veronique Billat e determina la VAM. L’atleta corre di seguito per 6’ al massimo delle sue possibilità e alla fine è rilevata la distanza percorsa. Altri test quali il test di Conconi, il test dei 7’, determinano la SAN e sono soprattutto indicati per il mezzofondo prolungato, lo sci di fondo, mentre il test di Billat è più specifico per il mezzofondo veloce (800 e 1.500 m). In ogni modo, più dati si conoscono di un atleta, più è facile preparare una tabella di allenamento ad hoc e prevedere le sue performance. Infatti, la valutazione funzionale dell’atleta è utile per analizzare qual è la condizione di base e come programmare la preparazione atletica.
Il test di 6’: a) facilita nella determinazione del risultato; b) è economico; c) necessita soltanto di un percorso misurato e di un cronometro; d) non è invasivo; e) c’è una certa difficoltà a dosare lo sforzo in 6’; f) richiede un notevole impegno da parte del soggetto esaminato; g) non è preciso. Tuttavia è un dato utile per il tecnico.
Poi Pannozzo ha fatto eseguire a un atleta sulla pista dello stadio Martellini il test di Billat di 6’ per determinare il calcolo della VAM. Quindi i risultati del test sono stati condivisi con i tecnici partecipanti al seminario.
In sintesi:
vEND = F x VO2max C
vEND = Massima velocità sostenibile durante la corsa di resistenza
F = Massima frazione di VO2max che può essere mantenuta per tutta la durata dello sforzo
CE = Costo dell’esercizio
Tale equazione spiega oltre il 90% della variabilità delle prestazioni individuali nella corsa su distanze dai 5.000 m alla maratona (Di Prampero et al., 1986–1993).
Concludendo:
Il VO2max è allenabile in modo limitato, in quanto picco determinato geneticamente.
La % VO2max è allenabile.
Le soglie sono allenabili.
L’economia di corsa è allenabile.
Gli aspetti mentali sono allenabili, ma ancora non si conoscono i mezzi.
 
 

 

Ha fatto seguito la relazione di Gianni Tozzi, il quale ha illustrato sul campo la biomeccanica degli ostacoli. Il passaggio dell’ostacolo prevede: 1) attacco; 1a) preparazione; 1b) impulsione, 2) valicamento, volo o passaggio; 3) atterraggio; 3a) ammortizzazione; 3b) ripresa della corsa. Benché siano ben chiari i principi della preparazione in generale, nello specifico della tecnica dell’ostacolo, essendo gli atleti morfologicamente e quantitativamente differenti, essi adotteranno tecniche simili nei principi generali, ma non eguali nell’esecuzione. Il modello di corsa tra ostacoli è definito da: velocità media, velocità parziali dei singoli passi, lunghezza dei passi, dalla loro relazione reciproca; percorso è velocità dei singoli elementi del corpo dell’ostacolista. Poi il relatore ha fatto eseguire a tre atleti un’ampia sequenza di esercitazioni con l’ausilio di ostacoli e coni. Numerosi gli esercizi, quelli propriocettivi e quelli specifici che comportano il superamento dell’ostacolo. 

 

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