Marcella Martini in evidenza nella 32^ Lupatotissima
La 32^ Lupatotissima, svoltasi a Verona il 19 e 20 settembre 2026, ha registrato il record di partecipanti con 223 atleti e 22 Staffette. Vincitori del Campionato Italiano FIDAL 2026 di 24 ore su strada sono stati Alberto Furlan (Magredi Trail) con 235,805 km e la veneta Elsie Bergamasco Carniel (ASD Bergamo Stars Atletica) con 183,192 km. Al 2° posto femminile la 46enne toscana Marcella Martini (Filirun Team ASD) con 177,653 km, 12^ assoluta e 1^ nella cat. SF45, alla sua 40^ ultramaratona in 6 anni di attività (2021-26). Marcella alterna le ultramaratone agli ultratrail e si cimenta pure nelle Backyard italiane con buoni risultati.

Com’è andata la gara? Soddisfatta del tuo tempo e piazzamento in classifica? Era la mia prima gara di 24 ore, mi ero prefissata di percorrere almeno 170 km, ne ho fatti più di 177, quindi mi posso ritenere più che soddisfatta anche perché sono riuscita a portare a casa due titoli: argento nella classifica assoluta femminile e oro nella classifica di categoria master.
Difficile il percorso? Il percorso lo conoscevo già, in quanto nel 2025 ho disputato, sempre nello stesso luogo, la gara di 12 ore, vincendola. Diciamo che è un percorso a me congeniale.
Cosa dovrà essere migliorato nell’organizzazione? Quali le maggiori criticità? L’organizzazione è stata impeccabile, le tre partenze delle ultramaratone gestite in modo impeccabile e soprattutto tutti molto gentili, sia al ritiro pettorali, che al ristoro, che io però ho usato poco, avendo un tavolino personale nell’area tende, zona molto apprezzata e utile per chi decide di partecipare alla 24 ore.
Come ti sei preparata alla gara? Nella preparazione della mia gara ho seguito un piano di allenamento studiato dal mio amico/allenatore Giovanni Tersini, che io ho poi eseguito a qualsiasi ora della notte: per conciliare sport, lavoro e famiglia, mi sono allenata anche alle ore 2:30 del mattino, ma ne è valsa la pena perdere un po’ di sonno per seguire un obiettivo.
Quale tipologia di ultramaratona pensi ti sia più congeniale? Credo che la 24 ore o comunque competizioni dai 100 km in su siano le gare a me più congeniali, dove si può mangiare mano che la gara scorre, posso gestire dolori, fame, sonno, imprevisti, perché le crisi arrivano sempre, ma se hai fiducia in te stessa e non ti fai prendere dall’ansia, passano. Le gare lunghe mi tranquillizzano, perché so che la notte prima o poi arriva, e correre di notte mi fa stare bene, mi rilassa.
L’atleta che più ti ha colpito in positivo e negativo? Ogni atleta ha dato il massimo; ho condiviso con la maggior parte sguardi a volte disperati, a volte di incoraggiamento; ho visto volti assonnati, stanchi, altri sorridenti e concentrati. Le ultramaratone sono una bella esperienza anche dal punto di vista umano. Vedere un atleta in carrozzina o un atleta over 80 correre sul mio stesso percorso mi ha fatto molto riflettere: non potevo lamentarmi della fatica e della stanchezza, non ne avevo il diritto con loro lì. Persone così sono sempre d’ispirazione anche se purtroppo non hanno la visibilità e la riconoscenza che meritano: mettersi in gioco con una disabilità o in età avanzata ha un valore maggiore che andrebbe premiato.
Prossimi obiettivi? Prossimamente ho in calendario di ritornare nei boschi con il Valdambra Trail di 110 km (D+ 4.700m) dove ci saranno passaggi dal Chianti al suggestivo borgo di Civitella in Val di Chiana: un vero viaggio nei più belli paesaggi toscani!
