L’infortunistica nella corsa

Sono gli infortuni muscolo-tendinei a dominare la scena, anche se con sfumature diverse, interessando le porzioni inserzionali tendinee o il vero e proprio ventre muscolare oppure ancora i tendini in senso stretto. In realtà, sintetizzando al massimo, le motivazioni prime di tali patologie sono di carattere prevalentemente biomeccanico, ma le concause metaboliche strettamente correlate al carico allenante e all’alimentazione sono molto frequenti e possono essere determinanti nell’esaltare predisposizioni individuali.
Un altro aspetto riguarda gli squilibri legati a un inadeguato metabolismo delle strutture nervose, con un possibile condizionamento della trasmissione dell’impulso: il nervo, essendo direttamente correlato alla funzionalità del muscolo, può condizionarlo in modo negativo, in particolare quando la prestazione sale di qualità.
Quindi una corretta strategia alimentare può essere efficace ai fini della prevenzione dell’infortunio, ma anche ai fini del miglior recupero, quando il muscolo viene impegnato in esercizi rieducativi e dev’essere pronto nel rispondere a sollecitazioni specifiche.
In realtà, molti interrogativi rimangono ancora aperti e riguardano la correlazione tra alimentazione, invecchiamento e risposta infiammatoria. Recenti studi sembrano confermare come la vita media possa essere correlata anche a quest’ultimo elemento e come questo possa essere condizionato dai fattori alimentari. In pratica, si vive più e meglio con una risposta infiammatoria bassa, perché l’infiammazione ha bersagli solitamente non troppo specifici e, alla lunga, reca un lento e progressivo danno agli organi.
DOTT. L. DE PONTI