Le vesciche ai piedi
Il sostantivo femminile vescica deriva dal lat. vescica, forse da collegarsi a venter = ventre. Secondo alcuni è voce di origine onomatopeica, da cui pure il verbo vesicare = ventre. In medicina, la vescica è una piccola raccolta circoscritta di liquido organico nell’epidermide o al di sotto della medesima. A seconda della sede della raccolta (sottocornea, intradermica, sottoepidermica), la cupola della vescica ha spessore e resistenza diverse. La forma può essere conica o emisferica, mentre il colorito dipende dal suo contenuto (siero o sangue). In genere le vesciche si formano sulla superficie plantare al di sotto delle falangi delle dita, a livello delle metatarso-falangee e sotto la volta plantare. La zona attorno alla vescica è assai sensibile, così la continua irritazione può causare rossore e un’eventuale infezione.

Le vesciche possono essere provocate da un’esagerata pressione, frizione o attrito. Fattori scatenanti possono essere l’utilizzo di scarpe nuove, correre senza calze, correre sull’asfalto nel periodo estivo, ma anche una particolare conformazione del piede del soggetto, ecc.
Per quanto concerne la sintomatologia, si possono avvertire prurito, senso di tensione e dolore. In alcuni casi, la formazione di vesciche ai piedi può non consentire di concludere l’allenamento e la gara o anche calzare le scarpe.
Per la diagnosi, l’esame obiettivo rivela una tumefazione più o meno voluminosa, dolente alla palpazione in particolare lungo i suoi bordi. Il contenuto può essere pure ematico.
La terapia idonea può essere la crioterapia (applicazione di ghiaccio) per eliminare dolore e rossore, disinfezione e drenaggio tramite ago sterile ed eventualmente filo sterile, il quale può essere lasciato in sede fino a quando la vescica non si è seccata. È opportuno mantenere la parte pulita; a scopo antisettico è consigliata l’applicazione di un farmaco come il mercurio cromo. Poi ricoprire la parte con una garza sterile in cotone, fasciare, eventualmente dopo aver applicato una striscia di cotone arrotolato attorno al margine della vescica, in modo da ‘scaricare’ la zona priva della pelle. Non si deve mai togliere la cute, la quale fa da tetto alla vescica, sino a quando non si è formato lo strato sottostante.
Le vesciche ai piedi sono uno dei disturbi più comuni per chi corre, specialmente per quanti sono agli inizi, perciò la cute dei piedi e il resto del corpo non sono ‘allenati’ alla corsa.
Allora sarà importante la prevenzione: bisognerà anzitutto prestare attenzione alla scelta della calzatura, non calzare scarpe senza indossare un paio di calzini, specialmente se la competizione da affrontare è lunga e impegnativa. Si potranno eventualmente usare cerotti protettivi della cute, spalmare vasellina o Pasta Fissan o uno dei numerosi prodotti in commercio antisfregamento sui piedi prima di calzare le scarpe. Il medico Enrico Arcelli consigliava l’utilizzo di doppie calze di cotone per diminuire lo sfregamento, mentre la vasellina, poiché agevola lo scorrimento del tessuto della calza, ne diminuisce le conseguenze. Altra accortezza sarà il controllo che le unghie dei piedi siano ben tagliate, altrimenti se troppo lunghe si potrebbero formare le unghie nere, specialmente se le scarpe sono troppo strette o troppo larghe.

Qualora ci si accorge che un determinato punto della pelle, dopo un allenamento, è arrossato, si può scongiurare la formazione della vescica, ricoprendo quel punto con un cerotto e spalmando la superficie esterna del cerotto medesimo con vasellina.
Buona prassi è rivolgersi periodicamente a un pedicure o podologo, in modo tale che i piedi siano meno ricettivi alla formazione delle vesciche, fastidioso inconveniente per i corridori.

BIBLIOGRAFIA
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