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Il cocomero, frutto ideale per l’estate

L’anguria o cocomero è un ottimo dissetante e rinfrescate estivo, e calma il senso di affaticamento. Cerchiamo di conoscerlo meglio.

Il vocabolo cocomero deriva dal lat. cucǔmis mĕris, nome italiano, chiamato anche nelle diverse regioni: melone d’acqua, anguria, pateca comune in Liguria, dal francese pastèque, a sua volta dal portoghese pateca, dall’arabo batiha = cocomero. Nell’Italia settentrionale, la parola è utilizzata in varianti dialettali per indicare il cetriolo. Il cocomero è il frutto del Citrullus vulgaris o Citrullus lanatus o Cucǔmis citrullus,erba annua della famiglia delle Cucurbitacee, pianta erbacea a portamento per lo più prostrato, originaria dell’Africa tropicale, noto agli antichi Egizi, i quali lo coltivavano lungo il Nilo, ora estesamente coltivata in tutta l’Europa Meridionale e in altri Paesi a clima caldo, dai grossi peponidi a polpa rossa o bianca. La pianta ha fusto ramoso, prostrato, con grossi cirri semplici, foglie a contorno cuoriforme, profondamente divise, fiori monoici a corolla gialla. In Italia le varietà più apprezzate sono:

‒ il cocomero di Faenza e di Pistoia con polpa rossa e seme nero;

‒ il cocomero napoletano con semi biancastri;

‒ il cocomero calabrese, grosso con polpa rossa e assai zuccherina.

I cocomeri sono in genere di forma sferica o ovoidale, del diametro di 15-20 cm; il loro peso può arrivare fino a 4-5 kg. Essi hanno buccia liscia, verde all’esterno e bianca all’interno, mentre il colore della polpa varia dal rosso al bianco sporco a seconda della varietà, semi numerosi, di colori diversi: nero, bianco, ecc.

Il cocomero si consuma nei mesi caldi e si apprezza per la sua capacità di dissetare. La maggior parte delle varietà matura tra giugno e settembre.

Al momento dell’acquisto è opportuno evitare frutti eccessivamente maturi o immaturi o con parti deteriorate o ammaccate.

Per la conservazione, è meglio refrigerarlo se molto maturo e consumarlo al più presto.

Una possibile classificazione distingue 4 tipologie di frutta:

─ acida (limone, arancio, mandarino, clementina, cedro, lime);

─ semiacida (mela, pera, pesca, albicocca, susina, ciliegia, mirtillo);

─ dolce (fico, uva, dattero, banana);

─ melone e cocomero.

Quindi il melone appartiene a una categoria a parte e dovrebbe essere consumato preferibilmente non associato alle altre tipologie di frutta.

PROPRIETÀ NUTRITIVE Il cocomero, a causa delle sue dimensioni, non possiede qualità nutritive proporzionate, al punto che, di solito è apprezzato per le sue proprietà gradevolmente dissetanti. Per quanto riguarda il suo valore nutritivo, il cocomero è una buona forte di vit. A (beta-carotene), vit. B, vit. C, nonché minerali essenziali come calcio, fosforo, magnesio, potassio, iodio e manganese. Il cocomero ha la proprietà di dissetare e apportare sali minerali utili, soprattutto in estate, di reintegrare quanto si suda. Il cocomero è utilizzato per intero, in quanto la polpa è mangiata tal quale come frutta e altresì per la preparazione di bevande rifrescanti o fermentate e sciroppo, la corteccia viene candita, conservata sottaceto o impiegata come ingrediente per i minestroni; inoltre i semi bianchi di certe cultivar sono usati per l’alimentazione umana in Cina, India e Medio Oriente.  

PROPRIETÀ MEDICINALI Il cocomero è un potente antiossidante, possiede notevoli proprietà medicinali, in particolare: pulizia dei reni, infezione renale, calcoli reali, pulizia del fegato, pulizia del colon, stipsi, funghi della pelle, brufoli, diuresi, pressione altra e problemi arteriosi, gotta, diabete, bruciore di stomaco.

Nel linguaggio popolare si utilizza il termine cocomeraia per indicare una mangiata di cocomero, in genere con un gruppo di amici. Esistono pure varietà che non sono commestibili, in quanto velenose, ma possiedono proprietà medicinali, come il cocomero asinino (Ecballium elaterium), presente nel Mediterraneo. Poi si menziona la Brionia o vite bianca, anch’essa una Cucurbitacea, la quale fornisce i suoi principi attivi dalle radici: brionina e briogenina; è un purgante drastico e diuretico ma, per la sua elevata tossicità è impiegato come purgante e per frizioni topiche soltanto in veterinaria.

COCOMERO E CORSA Nel mondo podistico esistono manifestazioni denominate ‘Corsa del cocomero’, nelle quali, dopo una corsa assieme in genere in un parco si consuma appunto insieme una rinfrescante fetta di cocomero, magari concedendosi il bis. Qualche anno fa si sono svolte a Villa Pamphili, polmone verde romano, luogo abituale di allenamento di tanti podisti, nonché di altre manifestazioni agonistiche e non. Fette di cocomero sono a volte offerte ai podisti in alcune particolari manifestazioni nei punti di ristoro e solitamente assai graditi. In piena stagione il cocomero ha anche un costo ridotto e se ne trova in quantità nei mercati, nei supermercati e nei luoghi di balneazione.

BIBLIOGRAFIA

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BOSCO U., Piante aromatiche e medicinali. 670 specie descritte e illustrate, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (MI) 1985, 222.

CALABRESE C. – CALABRESE G., Cibo etico. Cibo dietetico. Tradizioni, curiosità, origini e scienza degli alimenti della nostra tavola, Edizioni Piemme, Casale Monferrato (AL) 20071, 256-258.

DUNNE L.J., Almanacco della nutrizione, Alfa Omega Editrice, Roma 19923, 301.

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