Statistiche web Luca Zamagni è il primo a Cesenatico dopo 200 km - IUTA Italia

IUTA Italia

Associazione Italiana Ultramaratona e Trail

Atleti e altri personaggi

Luca Zamagni è il primo a Cesenatico dopo 200 km

Luca Zamagni è il vincitore della 27^ Nove Colli Running, la classica ultramaratona romagnola lunga 200 km, che si si è volta il 9 e il 10 maggio. Il tracciato prevede partenza e arrivo a Cesenatico dopo l’ascesa di nove impegnativi colli. Zamagni ha impiegato 21h50’31” per concludere la sua galoppata, distanziando notevolmente il 2° classificato, Lorenzo Bulgarelli, che ha impiegato invece 23h25’55”, mentre 3° è Andrej Tepina in 23h39’18’. Il miglior crono maschile della manifestazione rimane di Daniele Paladino con 17h52’55”, realizzato il 19 maggio 2013 su un tracciato lungo 202,4 km.

Ecco le impressioni di Luca nel post-gara.

Com’è andata la gara? Direi che questa Nove Colli è andata oltre ogni mia più rosea aspettativa, in termini di risultato. Non avendo mai gareggiato prima su strada e in generale in prove oltre i 80 km, l’obiettivo principale era ‘semplicemente’ chiuderla, tante erano le incognite su come il corpo avrebbe reagito a una mole simile di ore sulle gambe. In gara poi ho capito che poteva veramente andare bene – se l’avessi gestita con testa; e nonostante ci siano stati tanti momenti di crisi, dove la cosa più facile sarebbe stata gettare la spugna, grazie al supporto di chi mi ha seguito, assistito e incitato lungo il percorso ho scavato dentro me stesso per non fermarmi, e tutti insieme siamo riusciti a portarla a termine nel migliore dei modi.
Soddisfatto/a del tuo tempo e piazzamento in classifica? Assolutamente. Come detto prima, non potevo sperare nulla di più. Lo ammetto, ero consapevole di avere una buona preparazione di 5 mesi alle spalle, ma non sapevo se corpo e testa avrebbero potuto reggere per 200 km. Il mio obiettivo di tempo, cui aspiravo in maniera più utopica che altro, era tra le 20 e le 22 ore, per cui posso dire di essere completamente soddisfatto del risultato ottenuto, considerando questa fosse la mia prima gara su una distanza simile. Il fatto di essere arrivato 1° assoluto poi, in una competizione considerata fra le più difficili al mondo, ancora fatico a realizzarlo onestamente. E’ veramente un sogno, ma a occhi aperti.
Difficile il percorso?  Il percorso della Nove Colli non è per nulla banale, anzi: nove salite, nove discese, più le pianure iniziale e finale. Ho la fortuna di abitare a Longiano, in Romagna, proprio ‘all’interno’ del percorso ad anello della gara, per cui ampi tratti li conosco già molto bene avendoli provati in allenamento più volte. Inoltre, anno scorso ho partecipato alla Granfondo Nove Colli in bici, dunque il percorso lo conosco letteralmente metro dopo metro. Sicuramente questo fattore ha giocato un ruolo chiave, sapendo dove potevo spingere di più e dove invece era meglio rifiatare e risparmiarmi per le difficoltà successive.
Le condizioni meteorologiche sono state favorevoli o meno?  Il meteo è stato abbastanza clemente, devo dire. La partenza di sabato alle 12 da Cesenatico era molto calda, cosi come le ore del pomeriggio, che hanno richiesto una maggiore attenzione alla reintegrazione di sali. Personalmente, non sono abituato a correre di giorno, per cui ho sofferto più del dovuto le prime 6 ore di gara. Poi è arrivata la sera, il momento che preferisco maggiormente e l’abbassamento delle temperature ha permesso di mantenere un buon ritmo durante la notte. All’alba poi, intorno al 160° km, ha iniziato a piovigginare, cosa che si è mantenuta fino all’arrivo di Cesenatico alle 9:50. Dunque, a parte le primissime ore di gara per il caldo, la parte restante è stata contraddistinta da un meteo favorevole, almeno per me. Sarà più in disaccordo chi è arrivato la domenica pomeriggio, che purtroppo ha dovuto fronteggiare un grosso scroscio d’acqua intorno alle ore 15.
Cosa hai assunto in gara? L’integrazione in gara ha avuto un ruolo fondamentale, più in negativo che in positivo, in quanto lo stomaco mi ha messo più volte alle strette. Alla partenza, nello zaino, mi sono preparato una borraccia con 150 g carbo e una con sali per sopperire alla sudorazione. Nelle prime ore ho poi cercato di assumere parecchi gel e barrette, così da mantenere un buon apporto di carboidrati/ora. Inoltre ad ogni ristoro mi sono fermato a rifiatare e spizzicare qua e là ciò che potessi mangiare (sono celiaco): qualche fragola, qualche banana, un po’ di frutta secca. Intorno le 6 ore di gara però, ho subito un primo grosso colpo di nausea, probabilmente dovuta all’eccessiva assunzione di zuccheri, cui non sono abituato. Da Ciola in poi la strategia alimentare è cambiata totalmente quindi, abbandonando le borracce di carbo e sali, cercando di mangiare cibi solidi ‘a piccole dosi’, per aiutare lo stomaco a digerire. Ho cercato poi durante la notte di mangiare salato (salumi, affettati, grana padano e patatine), che riuscivo a ingerirlo meglio, alternando sempre al massimo con banane e fragole. Gli unici gel che ho assunto negli ultimi 100 km di gara sono stati quelli con caffeina, per sopperire alla stanchezza che incombeva rapidamente.
Come è stata impostata la preparazione alla gara? Non avendo mai corso prima d’ora in gara più di 20 km su strada – essendo io un trail runner – quando ho deciso di affrontare la Nove Colli Running a dicembre 2025 ho capito di dover sacrificare per un po’ i sentieri tanto amati. Dunque ho comprato scarpe da corsa su strada e ho improvvisato un piano di allenamento da inizio anno fino a due settimane prima della gara, puntando ad aumentare gradualmente i km settimanali in cicli di 3 settimane ciascuno, con la prima settimana del ciclo successivo 10 km in più rispetto la prima del ciclo precedente, e aumentato di 15 km in 15 km nelle settimane all’interno di un ciclo. Sono così partito da 55 km la prima settimana di gennaio, fino ad arrivare a 130 km la terza settimana di aprile. In mezzo, nei weekend principalmente, ho inserito i “lunghi” secondo me fondamentali per sentirsi pronti ad affrontare 200 km: 72 km, 53 km, 67 km e 42 km nei quattro weekend di aprile. Sono stati 5 mesi di assenza quasi totale di trail, che però mi hanno aiutato molto nell’abituarmi agli impatti “duri” sull’asfalto, soprattutto a correre meglio in discesa.
Nel prossimo anno parteciperai alla medesima manifestazione?
Non penso. Non mi fraintendiate, è stata un’avventura incredibile, bellissima, che a ora è probabilmente la maggiore gioia della mia -spero ancora molto lunga – carriera sportiva. Ma tendenzialmente non partecipo mai a una stessa gara nell’anno immediatamente successivo (a parte il Trail del Rubicone, gara organizzata dalla mia società, i Marianna Trail), cerco piuttosto di variare il mio calendario per vivere e conoscere più luoghi possibili. Ciò non vuol dire che in un futuro più lontano non voglia affrontare nuovamente i Nove Colli romagnoli di corsa, anzi, probabilmente sarà così. Magari proverò prima a chiudere anche la sorella minore, la Quattro Colli Running, sicuramente più facile ma comunque affascinante.
Cosa dovrà essere migliorato nell’organizzazione? Quali le maggiori criticità? Personalmente, non avendo mai fatto gare lunghe su strada prima d’ora, non mi sento di dare un giudizio totale e definitivo sull’organizzazione di gara. Sicuramente non è facile e richiede tantissime forze collettive mettere su una manifestazione di 200 km su strade aperte al traffico, per cui faccio i miei sinceri complimenti a Mario e a Pelo, gli organizzatori della NCR, e a chi ci mette passione e impegno in questo. Se posso dare solo un paio di consigli/appunti per una maggiore ‘godibilità’ per gli atleti, direi di porre maggiore attenzione a quelle che possono essere alcune necessità alimentari: io ad esempio, che come detto sono celiaco, a parte al ristoro di Settecrociari, e a quello di Sogliano dove Andrea mi ha preparato un ottimo risotto, ho fatto veramente fatica a trovare una valida alternativa alla pasta e alle fette di pane e marmellata, che ho trovato quasi ovunque, fortuna che avevo la nausea e quindi non ho sofferto troppo questa mancanza! Un altro appunto, secondo me fondamentale, quello di avere la possibilità di fare una doccia calda una volta conclusi 200 km, per alleviare tutte le fatiche sia fisiche che mentali.
Il rapporto qualità/prezzo lo ritieni positivo?  Il rapporto qualità/prezzo, di 1 euro al km, è circa equivalente a quello che si può trovare nelle comuni gare di trail che pratico solitamente. Forse qui ho trovato un’organizzazione un po’ più ‘spartana’ e meno rifornita di quelle cui sono abituato, ma non conosco molto bene il mondo delle gare su strada!

Quale episodio in particolare ricordi? Ci sarebbero tanti momenti da citare, fra gli episodi che sono accaduti in quasi 22 ore di gara. Su tutti, ricorderò sicuramente il momento in cui, intorno all’alba, ero al km 160 e ho iniziato ad accusare parecchio la stanchezza: svarioni, calo di forze e di energie, pochissima lucidità… avrei voluto veramente fermarmi, anche se mancavano ‘solo’ 40 km e l’ultimo colle! Al ristoro però, oltre a Giulia, la mia ragazza, e mio babbo, c’erano anche Mario e Pelo, gli organizzatori della NCR, e Nerio Bartolini, un espertissimo di questa gara, avendola conclusa già 5 volte. Proprio quest’ultimo, vedendomi particolarmente affranto e demotivato, mi ha scosso e spronato a resettare alla svelta il momento di crisi e ripartire con nuove forze, con qualche termine ‘colorito’ che normalmente avrei potuto percepire in malo modo, ma in realtà fu proprio la miccia per non fermarmi nel momento più difficile. A fine gara ho poi ringraziato Nerio e ci abbiamo riso su, a volte qualche insulto può far più che bene!
Prossimi obiettivi agonistici? Come detto precedentemente, ho iniziato a correre sui sentieri, praticando trail running, per cui questi 5 mesi ‘di asfalto’ li considero solo una bellissima parentesi, per ora tornare a dare spazio ai miei tanto amati sentieri. Attualmente non sono iscritto a nessuna gara, ma come ogni estate mi piacerebbe correre 1/2 gare ultra sui tanti sentieri di montagna che caratterizzano le Alpi. Ancora devo decidere, guarderò il calendario e mi iscriverò di conseguenza, probabilmente a gare non prima di luglio, visto che in questi 5 mesi ho fatto sì tanto volume, ma poco dislivello, per cui mi rendo conto di aver perso molto la ‘brillantezza’ che mi caratterizza su salite e discese tecniche e impervie, dunque necessito di una preparazione più mirata. Le mie gare preferite comunque sono quelle con un dislivello superiore ai 3.000 m, e una lunghezza dai 50 ai 100 km.
Altro da aggiungere?
 Ci tengo a ringraziare di cuore tutte le persone che hanno reso possibile questo risultato inatteso. Come detto, senza coloro che mi hanno seguito lungo il percorso, accompagnato, assistito e spronato, non credo sarei riuscito a portare a termine la gara. Avevo il sentore che non fosse solo questione di gambe, e dopo questa gara ne ho avuto la conferma: nelle gare di ultrarunning l’elemento fondamentale è la testa, senza di essa non si va avanti. Bisogna saper accettare i momenti di crisi, cercare di aggirarli e superarli, anche se a volte richiede tanta pazienza. La mia fortuna è stata avere degli ottimi compagni di viaggio proprio nei momenti più difficili. Grazie a tutti.

La testimonianza di Luca è davvero sorprendente. Ovviamente il merito della vittoria è dell’atleta, ma decisivo è stato il supporto di chi l’ha seguito lungo i 200 km del percorso, che ha un fascino straordinario. Al COL spetta il merito di consentire ai partecipanti di vivere un’esperienza indimenticabile.

Finora Zamagni aveva corso 11 ultratrail in 5 anni di attività (2021-25), vincendone 4. Quest’anno invece — come emerge dall’intervista — si è concentrato sulla preparazione alla NCR e ha colto un meritato successo, che gli apre sentieri nuovi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *