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Atleti e altri personaggi

Adriano Leidi colleziona premi di categoria

Adriano Leidi è un tranquillo pensionato di 85 anni, assai conosciuto nell’ambiente podistico soprattutto laziale. Nel suo curriculum sportivo figurano tante gare a cui ha partecipato in oltre un trentennio di attività e numerosi titoli conseguiti. Adriano è stato tesserato con Polisportiva Liberatletica (1998-2003), Maratona di Roma (2004), Liberatletica (2005-06), LBM Sport (2007), Atletica ENI (2008-20) e Podistica Solidarietà (2021-26). Le sue gare spaziano dai 1.500 m alla 100 km. Tra le sue 37 ultramaratone in quasi un trentennio di attività (1998-2026) ben in 26 di queste ha vinto il 1° premio di categoria. L’ultimo suo successo significativo è all’Ultraconero 50 km del 21 febbraio, 1° di cat. nel Campionato Italiano FIDAL di 50 km. Adriano è associato alla IUTA tessera 381, ha in programma la Crete Senesi Ultramarathon del 3 maggio a Rapolano (SI).

Gli abbiamo rivolto alcune domande per conoscere la sua sensazionale esperienza atletica.

SCHEDA ATLETA
NOME Adriano COGNOME Leidi DATA DI NASCITA 15.03.1941 ALTEZZA 1,65 PESO 54 kg RESIDENZA Roma CATEGORIA SM85 SOCIETÀ Podistica Solidarietà
SPECIALITÀ atletica leggera fondo TITOLO DI STUDIO Diploma di maturità classica
PROFESSIONE pensionato STATO CIVILE coniugato con due figli
RECORD PERSONALI
GARATEMPO/KMLUOGODATA
3.000 m12’00”3Ostia Lido (RM)03.07.2005
10 km44’29”Fiumicino (RM)01.03.2009
21,097 km1h30’09”Fiumicino (RM)29.02.2004
42,195 km3h05’28”Salsomaggiore25.02.2005
50 km4h09’48”Palermo19.10.2003
100 km8h45’54”San Giovanni Lupatoto (VR)22.09.2001
6 h63,549 kmLuco dei Marsi (AQ)08.09.2007

Quando hai iniziato a praticare l’atletica leggera? Nel 1994, all’età di 52 anni.

Quali motivazioni ti hanno spinto a cominciare? Portavo i miei due figli allo stadio delle Tre Fontane all’EUR e stavo a osservare Alberto e Valeria e alcuni adulti in pista. Allora dopo un po’ ho pensato che potevo cominciare pure io. Ho comprato un paio di scarpe, correndo sulla collina delle Tre Fontane, allungando progressivamente la distanza e poi iniziato anche a gareggiare, prima su distanze brevi e poi ho allungato la distanza. Ho sostituto un atleta alla Roma Ostia del 2001. Poi alle Tre Fontane un signore mi ha fermato e mi ha consigliato di partecipare al Passatore.

Preferisci allenarti in compagnia o da solo? Preferisco da solo.

Quando corri ti concentri: a) sul gesto atletico; b) sull’immagine interna; c) sull’ambiente circostante? Sull’ambiente circostante.

L’allenamento che preferisci e perché? Una volta erano le corse collinari lunghe e impegnative, in quanto mi hanno permesso di correre sette volte la gara dell’Etna dove ho vinto anche premi in denaro: si corre da 0 a 3.000 m per 43,150 km.

Quante volte ti alleni a settimana? In passato cinque volte, ora tre volte. Nel 2024 sono stato operato di tumore alla vescica e sono ancora in cura.

Com’è il tuo allenamento? A volte corro sulla pista ciclabile, altre volte a Villa Doria Pamphili corsa lenta e a volte con variazioni di ritmo.

Quanti allenamenti a settimana? Circa tre volte a settimana, per 10-12 km ciascuna.

Pratichi stretching, ginnastica, mobilità articolare, palestra, andature/esercizi di tecnica di corsa, yoga, ginnastica posturale individuale, circuit training, ecc.? Mobilità articolare ed esercizi di potenziamento con sovraccarichi.

Numero di gare annuali. Una quarantina.

Il tuo rapporto con l’allenatore? Non ho mai avuto un allenatore e ciò è stato anche uno svantaggio non indifferente.

Dedichi tempo alla preparazione mentale e in che modo? Purtroppo no.

Hai un diario in cui annotare programmi, allenamenti, gare, test? Ho tutto trascritto sin dall’inizio in un quaderno gare, tempo, posizione in classifica, premi.

Il successo che più ti ha gratificato? La mia prima partecipazione alla 100 km dei Faraoni e poi la Supermaratona dell’Etna, perché le più impegnative tra quelle a cui ho partecipato.

Quante e quali scarpe possiedi per allenamento e gare? Purtroppo sfrutto molto le scarpe, tanto che la suola è assai consumata, ma costano tanto.

Ti impegni anche nell’allenamento mentale e in che modo? No.

Quali siti frequenti abitualmente? Nessuno.

Come ti alimenti abitualmente? Non mangio carne, ma consumo pasta, riso e altri cereali in abbondanza.

Assumi integratori alimentari? Abitualmente no, ma solo in gare un po’ lunghe Per esempio in maratona, assumo tre gel BCS ogni 10 km circa, quindi al 10°, 20° e 30° km.

Le tue scelte dietetiche sono suggerite dal medico, dal dietologo, da riviste, personali o altro? Personali.

Oltre alla tradizionale visita per certificato medico sportivo agonistico, ti sottoponi ad altre indagini come esami del sangue periodici e con quale frequenza? Esami del sangue, due o tre volte all’anno.

Sei soggetto/a incorrere nel problema dell’anemia o accusi altre patologie? Anemia no. Attualmente il problema urinario, per cui mi sottopongo agli esami specialistici come la TAC

In caso di problemi fisici, a chi/che cosa ricorri? Al medico di famiglia.

Sei in contatto con un fisioterapista o vi ricorri solo in caso d’infortunio? Mai.

Avverti qualcosa d’insolito nelle fasi pre-gara? Sai gestire l’ansia? Non accuso ansia.

Leggi libri e riviste di atletica leggera? Quali? Fino a qualche anno fa la rivista Correre, con la quale seguivo i consigli su allenamento e alimentazione.

Segui trasmissioni televisive su questo sport? No.

Quale sito frequenti maggiormente? Nessuno.

Nella tua società ci sono atleti con disabilità? Non lo so.

Lo sportivo che preferisci e perché? Forse Sinner.

Nel tempo libero, cosa c’è oltre l’atletica? Passeggiare con la moglie e portare a spasso i nostri animali domestici assieme ai mei figli.

I tuoi obiettivi sportivi? Correre per tutta la vita e partecipare a gare impegnative su lunghe distanze, mentre le gare di 10 km non mi attirano.

Ti è piaciuta questa intervista? Sì, in quanto mi ha risvegliato il passato, che mi ha dato tanto nella mia esistenza, altrimenti la mia salute sarebbe stata più precaria.

Dalle sue parole, si ricava che Adriano è un vero sportivo, assai umile ma combattivo: un esempio per chiunque pratica atletica leggera. Egli confida che per la sua partica atletica il suo maggiore handicap è stato il non aver avuto un allenatore. Ricorda l’esperienza alla TransAppenCup, la gara più lunga che è riuscito a concludere, su un percorso di 150 km. da Castiglion Fiorentino a Cesena, transitando per il valico di Montecoronaro, che ricorda la zona in cui nasce il Tevere, ma è stata altresì una gara di sofferenza, poiché non assistita. Adriano confessa di non essere riuscito a essere finisher alla ‘storica’ Spartathlon di 276 km, ritirandosi al 93° km, ma avervi partecipato è già un titolo di merito. In effetti, le gare su ultradistanza non si improvvisano, occorre curare allenamento, alimentazione e recupero. Inoltre non basta affidarsi alle proprie forze, ma esseri sostenuti da altre figure professionali come l’allenatore, il fisioterapista, il dietologo: insomma non si tratta proprio di uno sport individuale. Ringraziamo Adriano, per il suo contributo a comprendere il giusto approccio allo sport.

STEFANO SEVERONI

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