Odaka yoga

Odaka Yoga è uno stile di yoga contemporaneo sorto circa trent’anni fa, frutto di studio e ricerca da parte dei suoi fondatori Roberto Milletti e Francesca Cassia, basato sulla fusione fra yoga tradizionale, Bushido (la via del Guerriero) e lo Zen.

Il movimento a onda
Odaka Yoga nasce ispirandosi al moto ondoso dell’oceano con l’obiettivo di ricreare, all’interno della pratica, la stessa circolarità e fluidità tipica dell’acqua, elemento che non ha forme, ma può assumere tutte le forme. Nel suo complesso, pertanto la pratica è un flow dinamico, dove gli asana dello yoga tradizionale si fondono e si collegano grazie all’unione di questi movimenti a onda, che consentono di raggiungere le posizioni in modo più fluido, armonioso e sicuro. I movimenti circolari, che vengono riprodotti nella pratica di Odaka Yoga hanno anche e anzitutto una funzione biomeccanica: il loro fine, oltre a rendere la pratica fluida e armoniosa, è quello di stabilizzare e mobilizzare le principali articolazioni, consentendo al corpo di allinearsi in modo corretto e, di conseguenza, di usare tutta la muscolatura necessaria a sostegno della posizione, soprattutto quella profonda.
L’aspetto della centralità
Uno degli aspetti fondamentali della pratica di Odaka Yoga, è la centralità. Ogni movimento che è effettuato durante la pratica, ha origine da un punto molto preciso, situato tre dita sotto l’ombelico e tre dita in profondità, chiamato tandem, che in Occidente è denominiamo baricentro. É il luogo ove risiede la nostra energia e al quale la nostra energia ritorna dopo essersi estesa verso ogni estremità del nostro corpo. Nella pratica di Odaka Yoga ogni movimento si origina perciò proprio dal Tandem per espandersi al resto del corpo, verso le estremità, per poi ritornare da quelle stesse estremità al nucleo centrale. L’aspetto della centralità è fondamentale anche per il progresso dell’atteggiamento del praticante. Infatti il Tandem è il luogo ove la nostra mente resta immobile, senza fluttuazioni mentali, nonostante il caos che ci circonda: il nostro centro.
Lo spirito del guerriero
«Non mi addestro per combattere, per vincere o per perdere. Sono imperturbabile: il nemico non si accorge di me, né io di lui». Odaka Yoga ha come uno dei suoi pilastri fondanti il Bushido, la via del Guerriero. Partendo proprio dal tanden, dal nostro nucleo centrale, la pratica perciò mira a ricreare l’atteggiamento tipico di un guerriero sul campo di battaglia, flessibile, fluido, integrato e con un’elevata capacità di adattamento. Il corpo si muove come un fluido, laddove la pratica crea spazio e possibilità, consentendo in tal modo al corpo stesso di assumere infinite forme. Ma non solo. L’atteggiamento del guerriero e del praticante di yoga diviene fermo e imperturbabile, in un costante stato di attenzione e al contempo di calma e pace interiore. Un atteggiamento questo che trova le sue radici nell’aspetto della centralità e che non si verifica solo sul tappetino, ma anche e anzitutto nell’esistenza quotidiana.

La circolarità e l’importanza della transizione
La pratica di Odaka Yoga consente di “curvare la retta”. Ogni movimento a onda, che viene eseguito durante la pratica, che si origina dal coccige ed è propedeutico al raggiungimento degli asana, permette al corpo di creare spazio, liberare tensioni ed emozioni, andando ad attivare sia la muscolatura antagonista che quella agonista interessata dalla posizione. É in tali moti circolari che ritroviamo la biomeccanica del corpo, andando a ricentrare le articolazioni ed eliminando l’eccessivo sforzo di un muscolo rispetto al suo opponente, situazione che si verifica durante una pratica poco integrata. Inoltre la circolarità insita nel moto a onda permette di fornire ampio respiro e fondamentale importanza all’aspetto della transizione. La mente non è più nella posa da raggiungere, ma rimane immersa all’interno del flusso ondoso, senza preoccuparsi del risultato da raggiungere, bensì totalmente concentrata nel presente, nel qui e ora. La transizione tra un asana e l’altro, che si realizza nel movimento ondoso che collega le pose, consente alla mente di acquietarsi, di godersi appieno l’istante, senza essere né proiettata al passato né al futuro. La transizione diventa più importante della posa stessa, si verifica senza soluzione di continuità e permette la realizzazione dell’istante di sospensione, un movimento che non ha inizio né fine, in cui a sospendersi non è solo il corpo, bensì anche e soprattutto la mente.
Il ritmo
La circolarità e il muoversi da e verso il centro (tanden) crea ritmo all’interno del corpo e permette al prana (energia vitale) di scorrere liberamente verso ogni estremità. Ciò permette al corpo una naturale sudorazione e perciò detossificazione. Tale ritmo ha un importante influsso anche sul naturale moto respiratorio, consentendo al corpo e al respiro di lasciarsi andare in modo naturale, al corpo di lasciarsi andare nel respiro e al respiro di lasciarsi andare nel corpo.