I test di valutazione in atletica leggera

In campo sportivo sono effettuati test sugli atleti, consistenti in prove, esperimenti, analisi chimiche, al fine di valutare gli indici di efficienza fisica, le caratteristiche biofisiologiche e fornire notizie d’indirizzo attitudinale, impostare l’allenamento da proporre all’atleta, verificare gli effetti dell’allenamento svolto.
Il vocabolo valutazione deriva dal lat. valere = essere valido, da un’antichissima radice *wele– abbastanza attestata e con il senso di sovranità.
La valutazionepuò essere definita come l’«arte del giudicare scientificamente, applicata ad alcuni aspetti, qualità o caratteristiche universalmente riconosciute secondo standard predeterminati» (F.M. Verducci, 1980).
Il vocabolo test (dall’ingl. test) significa esperimento variamente espletato allo scopo di saggiare, attraverso determinate reazioni, l’entità o la consistenza di un’attitudine o capacità individuale.
Ai nostri giorni test di valutazione delle competenze hanno guadagnato sempre più importanza nel mondo del lavoro. Con l’accrescersi della competitività e la necessità di trovare candidati più qualificati, i test di valutazione delle competenze sono divenuti uno strumento essenziale per valutare le abilità di un candidato e determinarne così il grado di aderenza al ruolo. I test di valutazione delle competenze (skill assessment) sono un valido strumento usato per valutare le abilità e le skill di un candidato. Nel contesto aziendale, tali test sono impiegati per determinare i punti di forza e i punti di crescita di dipendenti o candidati, al fine di poter disporre di un set di skill aderenti al modello di leadership aziendale.
Nel mondo sportivo, la cosiddetta valutazione funzionale è una procedura complessa, che si basa sulla somministrazione di una batteria di test, grazie alla quale si valuta il livello delle capacità condizionali e coordinative di un soggetto, generalmente in giovane età, al fine di valutarne le attitudini, in funzione di un avviamento verso una specialità sportiva o un gruppo omogeneo di specialità sportive o valutazione della condizione di allenamento, in cui invece si esamina la condizione di forma, in vista di una conferma o di una modifica della metodologia di allenamento adottata (si esegue in determinati periodi della stagione sportiva).
Gli sport di resistenza possono essere ritenuti sport ‘ciclici’, in quanto il movimento è ripetuto ciclicamente con le medesime caratteristiche spazio-temporali e ritmici.
La conoscenza delle caratteristiche funzionali degli atleti contribuisce in modo determinante a pianificare razionalmente l’allenamento e a una sua utilizzazione individualizzata. La scelta dei carichi di lavoro, l’individuazione delle modificazioni apportate dall’allenamento, le verifiche dello stato di forma, il corretto orientamento dei giovani verso quelle specialità più vicine alle loro caratteristiche fisiche, possono essere realizzati con l’ausilio dei test, purché siano rispettati alcuni principi fondamentali. Un test, per essere considerato prova di valutazione scientifica, deve possedere alcuni requisiti, tra i quali:
‒ la riproducibilità, ossia la possibilità che il test possa essere ripetuto anche da operatori diversi e in qualsiasi località, ottenendo risultati simili;
‒ l’attendibilità; le condizioni ambientali (temperatura, umidità dell’aria, velocità e direzione del vento, ora della giornata, terreno ove il test è svolto) e le condizioni biologiche, possiedono la capacità d’influenzare notevolmente le prestazioni e determinare variazioni anche significative tra le prove; tale caratteristica sancisce l’attendibilità della valutazione e una sua possibile standardizzazione;
‒ la validità, ovvero la capacità diagnostica di evidenziare caratteristiche specifiche e ben determinate, con valenze proprie di natura fisiologica, senza offrire possibilità alcuna a fattori esterni non controllabili; un test può essere considerato valido, qualora valuti in modo accurato le capacità biologiche che è previsto debba diagnosticare;
‒ l’obiettività, ossia l’atteggiamento neutro dell’operatore, il quale cioè non deve influenzare le prove in alcun modo. La precisione, la completezza e la chiarezza della definizione operativa, rappresentano requisiti fondamentali, affinché una prova possa essere ritenuta obiettiva.
A tali particolari caratteristiche statistiche, si aggiunge il metodo del confronto. Esso permette la valutazione più precisa delle caratteristiche motorie di diversi soggetti o il confronto di diversi stadi di sviluppo di una medesima persona; grazie alle norme di confronto, si ricava un risultato quantificabile con una scheda di valori standardizzati.

Le modalità esecutive di ogni test, l’utilizzazione di particolari apparecchiature per rilevare i dati, gli accorgimenti necessari da attivare, in modo tale che ogni prova costituisca il risultato ottimale conseguibile da ogni atleta in ciascuna esecuzione, determinano il cosiddetto protocollo del test. Le condizioni dell’atleta adatte all’esecuzione motoria devono consentire che le prove siano realizzate scrupolosamente con massimo impegno e determinatezza. L’atleta dev’essere motivato e stimolato, affinché possa realizzare il risultato ottimale. È altresì importante a tal fine, che l’atleta analizzato sia informato sulla natura delle prove e sullo scopo della valutazione. I vari test dovranno essere eseguiti senza fretta, al fine di consentire l’acquisizione della corretta struttura del movimento richiesto. I risultati dei test per ciascun soggetto devono essere considerati in base a queste variabili: sesso, età, specialità praticata, periodo preparatorio o preagonistico o agonistico, anni di allenamento, condizioni fisiche particolari, se dopo un periodo di riposo, infortunio, convalescenza, ecc. È altresì importante ogni volta registrare questi dati: luogo (aperto, chiuso), ora, condizioni ambientali (temperatura e umidità dell’aria, velocità del vento, ecc.), al fine di ricavare una valutazione diagnostica attendibile e riproducibile, i cui valori possano essere tranquillamente utilizzati. Le modalità operative prevedono alcuni accorgimenti, i quali consentono una realizzazione ottimale delle varie esercitazioni. Prima di effettuare le prove è necessario un buon riscaldamento, soprattutto se la temperatura esterna è bassa. Inoltre non dev’essere svolto un test dopo un’attività fisica importante, in quanto i fenomeni di fatica potrebbero influenzare la prestazione. La successione delle prove deve prevedere che il test più faticoso sia eseguito alla fine. È preferibile eseguire i test all’ora abituale di allenamento. Inoltre è necessario tenere un adeguato riposo tra le prove, non necessariamente lungo, ma in modo tale da consentire il recupero delle energie spese durante la prova precedente. Utilizzare per ogni test da campo indumenti adatti: le scarpe chiodate per i test cronometrati di corsa in pista, scarpe in suola di gomma per i test di Bosco, poi calzoncini, maglietta, ecc. Nei test di Bosco il tappeto a conduttanza dev’essere sempre ricoperto di superficie antisdrucciolo.
