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Atleti e altri personaggi

John respira trail e solidarietà

John Benamati, 53 anni, risiede a Malcesine (VR), è Consigliere Nazionale IUTA, Capo-Area Trail, Presidente US Montebaldo ASD. Nel tempo libero, pratica la corsa ed è tesserato per l’ASD Bergamo Stars Atletica, cat. SM50. In una dozzina di anni di attività agonistica, egli ha ultimato 58 ultramaratone, per un totale di circa 4.600 km percorsi. Quest’anno ha partecipato a 10 gare di lunga distanza, vincendo l’8 marzo la 12 ore Monte Prealba ‘UP and Down’, il 15 giugno la 12 ore Città di Buttrio, il 19 luglio la 1^ La Pasqualina di Migliana 8 ore e si è classificato al 2° posto nel 14° Grand Prix IUTA 2025 di UltraTrail, dietro a Stefano Marcello Burlon, mentre nel 2024 si era classificato al 9° posto.

L’anno 2025 sta volgendo ormai al termine: ecco un primo bilancio della sua attività sportiva.

Le gare a cui hai partecipato, che cosa ti hanno rivelato?

Che la testa conta quanto le gambe: la gestione (ritmo, energie, lucidità) vale più dell’eroismo. E che correre ha senso quando diventa anche comunità e valore.

L’episodio/aspetto 2025 che più ti ha segnato in positivo?

Il ruolo da Capo Area Trail IUTA vissuto sul campo: correre e allo stesso tempo rappresentare, premiare, tenere insieme sport e visione. Un bel “salto di livello” umano.

Ti piace il mondo della corsa? Sì, quando è autentico: persone, territorio, rispetto. Meno quando diventa solo vetrina o moda.

Come curi la tua alimentazione? Sono vegano: punto su semplicità, qualità e costanza. In allenamento curo il recupero e l’apporto proteico, in gara gestisco bene idratazione e integrazione per rimanere lucido e “a motore regolare”.

Ti senti più forte in quale aspetto dell’essere atleta e qual è quello invece da migliorare? Io sono un ‘asino’: quando c’è da tenere duro, non mi sposto di un millimetro. Amo i dubbi e mi piace mettermi sotto pressione, perché lì tiro fuori il meglio. Da migliorare: un po’ più di metodo… qualche tabella ogni tanto. Io vado spesso “a pisello di cane” e alla fine pago interesse.

Quale distanza gara ritieni sia più adatta a esprimere le tue qualità sportive? Sopra gli 80 km, meglio se con la notte dentro: è lì che conta davvero la testa, la gestione e la fame di continuare.

Un personaggio a cui sei particolarmente legato/a nella tua attività sportiva? Run for Cornelia con Vincenzo e Valentina. E poi Ivan e Anna del Beyond The Sight Team Oltre la vista: loro mi ricordano ogni volta, perché correre può diventare qualcosa di enorme.

Giudizio su organizzazione e costo gare in Italia. Organizzazioni spesso ottime grazie a volontari e passione, nonostante una burocrazia a volte eccessiva e inutile. I costi stanno salendo: a volte giustificati dai servizi, altre volte servirebbe più trasparenza su cosa ‘compra’ l’iscrizione.

Progetti a breve, medio e lungo termine.

Breve: continuare a correre e far crescere il circuito e la partecipazione.

Medio: consolidare inclusione, protocollo qualità e partnership.

Lungo: lasciare un modello replicabile, non solo eventi: una cultura del trail più matura e accessibile.

Correrai ancora per tutta la vita? Sì. Magari cambieranno ritmi e obiettivi, ma finché posso, metto un passo davanti all’altro. L’ultra è una forma di libertà.

STEFANO SEVERONI

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