Prosegue l’avventura di Batista "Ol -Tista"
(Vitaliano "Diavolo rosso")
Sbarco dal battello a Carzano alle ore 6,45, saluto il comandante Aurelio e mi avvio al portone N.12. Stranamente, la storia si ripete: Ermes il compagno fedele di Tista ha il suo giorno di “libertà” e se ne va. E ancora un’altra volta la pioggia vuole essere protagonista.
Non è però un problema per “il guardiano dell’isola”.
“Mi affianco e… parto con lui. Nessun lamento per la pioggia, “Certo, con il sole sarebbe diverso” dice lui. E prosegue dicendo: “ prima o poi, vedrai che smetterà.” Lamentarsi vicino a lui credo sia sconveniente, anzi, con lui impari a non “sbuffare nemmeno quando sei stanco.”
Una sua confidenza: "Molte volte preferisco non sapere le condizioni del tempo, anche perché al mattino presto, io parto comunque".
Arriviamo a Menzino, prima del paese incontriamo la staccionata con i famosi paletti, ma non li conta ora come fa di solito per distrarsi; gli chiedo come mai. Mi risponde con un sussurro:” stamattina sarai tu la mia distrazione, conterò i tuoi respiri.”
Sul percorso le “signore" lo chiamano e lo salutano. Tista per tutte ha una parola, un cenno, un saluto, ma non una parola in più(deve risparmiare energie).
Troviamo a Peschiera un “vecchietto” sorridente che cammina con un bastone. “Dove va questo?" - chiedo io - “Il vecchietto ha solo 82 anni e tutti i giorni compie il giro dell’isola", spiega Tista
Tutti ormai vogliono “fare il loro carosello intorno a questa isola” e non poteva mancare Lucio Bazzana, il forte ultramaratoneta bergamasco che ha voluto essere protagonista di un documentario affiancato dal nostro atleta, felice di questa nuova esperienza.
Oggi, un giorno da ricordare, sembra uguale agli altri, ma un motivo c’è.
Prima del rientro il mio compagno dice:” oggi ho fatto il giro della Sardegna.”
Lo guardo, comincio a preoccuparmi e gli rispondo: “sei sicuro che dopo soli tredici giorni, il tuo cervello non abbia subito dei danni? lo sai che sei a Montisola?”
“Invece sono lucidissimo, intendevo dire che oggi ho superato i mille chilometri, è come avessi percorso la Sardegna lungo le sue coste".
“La prossima volta prima di porgergli una domanda … ci penserò e non metterò più in dubbio “la sua lucidità.”.
A questo punto voi credevate fosse finita la storia; amara delusione, perché mi ero dimenticato di dirvi che appena sbarcato stamane a Carzano, dopo aver salutato Aurelio, sono entrato a bermi un caffè veloce al “bar del porto” e ho sentito che …
Sentite anche voi…
“Tista ha trovato un lavoro!” Questo si dice a Montisola, ormai lo sanno tutti..
Ma come, si chiede qualcuno: “Non era venuto per fare altro? e ora si mette a lavorare? non è possibile?”
“Non è stato lui a chiederlo, è stata la gente del paese, perché hanno visto che gira l’isola giorno e notte, con il bello e il brutto tempo e, non gli capita mai di addormentarsi il mattino presto. E’ per questo che ha avuto un incarico, un incarico che lui ha accettato senza esitazioni e, molto volentieri.”
“Mi sembra strano, afferma il postino Gino; perché dorme già così poco, se poi dovrà lavorare, non so quando avrà il tempo di riposare”.
“Guarda che non è come pensi tu, sarà un lavoro facile e sarà adatto a lui.”
“E per il compenso?” “Di questo parleremo più tardi, un accordo lo troveremo di sicuro.”
“Però mi devi spiegare in cosa consiste questo lavoro.
“Te lo spiego certamente, e vedrai che alla fine sarai d’accordo anche tu.”
Ebbene...
Il popolo Montisolano, da quando ha messo le sue radici, ha sempre mantenuto abitudini tramandate dai propri antenati. Di tante stranezze, ce n’è una in particolare che ha fatto nascere questa storia che vado a raccontare.
Qui la tecnologia arriva sempre in ritardo, e quando arriva non è vista di buon occhio. E’ vero, c’è la televisione, ci sono i computer, ci sono tante comodità.
Ci sono anche le sveglie, chi non ha una sveglia? Tutti ce l’hanno, ma non la usano.
Perché? Perché l’usanza che non è mai morta è quella di svegliarsi al canto del gallo, lui di solito non sbaglia mai.
“Ma come, i galli che svegliano i paesani?”
Certo, i galli svegliano chi al mattino presto deve alzarsi e prendere il battello per andare al lavoro.”
Con tutto questo dove vuoi arrivare?”
Per farla breve, questi galli da qualche tempo sonnecchiano al mattino, si svegliano in ritardo e gracchiano come dei corvi e insomma provocano disagi a non finire.
Tutto questo perché i vecchi galli, che erano bravissimi, sono andati in pensione e questi giovani fanno un po’ i loro comodi. Abbiamo saputo che la domenica sera vanno in discoteca e tornano tardi, ma non solo, tornano brilli e su di giri, non garantendo pertanto la sveglia mattutina
Ecco perché abbiamo pensato al nostro ormai "confermato" guardiano dell’isola: Tista.
“Mi dici cosa c’entra lui in tutta questa storia? C’entra, c’entra eccome!”
Lui prenderà il posto dei galli, e durante i suoi giri, dovrà svegliare chi dovrà essere svegliato.
Non sentirai più chicchiriare quei fannulloni, tutto si svolgerà in silenzio, nel massimo silenzio. Tista, al suo passaggio, dovrà suonare i campanelli, sarà per lui un diversivo oltre che essere un nuovo lavoro.
“E i galli, non hanno protestato?”
“Si, hanno protestato ma non c’è stata baruffa, si è giunti ad un buon accordo grazie all’intervento del loro –sostituto-.
I galli, per punizione saranno costretti a frequentare un corso di riabilitazione della durata di alcuni mesi prima di riprendere ancora il loro vecchio lavoro. Inoltre la domenica mattina, prima che si alzi il sole, tutti i galli dovranno seguire Tista almeno per un giro intorno all’isola.
Hanno abbassato la loro cresta, accettando la punizione, mostrandosi pentiti e mortificati. Si sono poi avvicinati a Tista per il passaggio di consegne e il loro portavoce ha loro mormorato: “noi siamo contenti di questa punizione, verremo volentieri con te, così ci insegnerai i tuoi segreti per diventare come te. Ma non devi dire niente a nessuno, zitto, sssss…. per favore, altrimenti ci verrà cambiata la punizione.
In cambio ti aiuteremo, ti aiuteremo a suonare i campanelli, tu potrai continuare a muovere i tuoi passi senza stancarti di più.”
Bisognerà abituarsi al nuovo metodo di sveglia mattutina, ma questo è stato voluto da tutta la popolazione e quindi tutti saranno curiosi di vedere quello che succederà nei prossimi giorni.
“E per la retribuzione, mi vuoi dire cosa ha chiesto “il neo assunto? “
Si, ha dichiarato: “ io non voglio né soldi, né altro, voglio solo che mi vogliate bene, che mi salutiate quando mi incrocerete, che teniate un sorriso di scorta quando sarò tanto stanco da non aver la forza di potervi ricambiare.
Mi avete voluto l’anno scorso e nonostante quell’ incidente, quest’anno mi avete rivoluto.!
Non è stata colpa della montagna, quella volta, lei non si sentiva bene, ha starnutito forse in modo esagerato, spaventando le radici degli alberi, che per ripicca non l’hanno trattenuta; l’hanno lasciata scivolare e, proprio in quel momento è caduta addosso a me. Lei non voleva, me lo ha assicurato, non è cattiva come alcuni possono pensare, ha avuto solo un attimo di “sgretolamento”, ma non succederà più, mi ha promesso.”
“Io non sono arrabbiato con lei, ci siamo trovati al bar del paese e “ci abbiamo messo una pietra sopra.” A desso siamo diventati buoni amici. Lei è stata “curata” ed ogniqualvolta le passo vicino, la guardo e lei … per farsi perdonare si” muove un po’” facendo danzare per qualche secondo i suoi amici alberi che gli fanno compagnia.
Non mi conoscevate eppure mi avete voluto con voi, e ora sono uno di voi. Vi voglio bene,, perché anche voi me ne volete.
Solo se ci si vuole bene, si sta bene insieme, e questo è il semplice segreto che mi permette di stare qui, di continuare per la mia strada. Se ti mancano questi sentimenti, non vai da nessuna parte, se porti con te odio e rancore non ti vuole nessuno.
In questa isola, durante questi miei primi chilometri, ho avuto anche il tempo di seminare, non i semi per far crescere i fiori ma i semi per far crescere il bene e l’amore.
Chi verrà in questa isola, sarà libero di raccogliere questo bene, non costerà niente è un regalo che io lascio, perché tutti si ricordino non solo della mia impresa, ma anche di tutto il bene che ha lasciato.
Magari ci sarà qualcuno che proporrà anche un doppio nome alla fine, chissà potrebbe chiamarsi :”Ben-isola”, l’isola dove cresce il bene.
Vieni in questa isola del bene, tu che la domenica gareggi sempre e vorresti vincere sempre. Tu che ti arrabbi se ai ristori non trovi ciò che vuoi, oppure trovi la bevanda semifredda.
Osserva Tista "senza disturbarlo", lui è nel suo mondo che tu non puoi capire; lui non si arrabbia come te, la bevanda se la prepara da sé. Non spintona nessuno per poter passare, eppure arriva dove vuole, stanco … ma sereno.
Vorresti fare come lui, ma non ci riesci, tu butti via quel bicchiere che ti fa perdere tempo, ti fai venire la bava alla bocca per arrivare primo, poi … non arrivi nemmeno primo.
Provi rabbia, perché lui non fa quello che fai tu; ma non si ferma mai, “come fa?” Ti chiedi. Non avrai risposta, non potrai mai essere come lui, potrai solo … imparare da lui. Perché non esiste un altro che si chiama “ Batista ol Tista.”
Agli abitanti di “Ben-Isola Tista si rivolge prima di andare a … riposare: “a volte, voi non lo sapete, ma basta la vostra attenzione per darmi la forza di non mollare.. Quando voi tutti dormite ancora, io veglio sulle vostre case, sono come dite voi “il vostro guardiano”.
Non vi preoccupate, io diventerò il vostro gallo, non imparerò mai a fare chicchirichì, ma vi garantisco che sarò un gallo che non dimenticherete più.
Avevo promesso di spiegare cosa mangia lui. Ho finito l’inchiostro, posso solo scrivere queste ultime parole, Scusate...
Posso solo anticipare che, è ghiotto di marmellata e miele. Prossimamente, promesso… vi svelerò cosa mangia un “ultrachilometrista” come il nostro “Tista”.
E per favore …chiamatelo “Tista”.
IL 26 febbraio del 2010
Diavolo Rosso