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News del :20-11-2020, 10:27 Scritta da: Stefano.64
In camper per promuovere lo sport

Doveva essere solo un giro turistico lungo il nostro bel paese per visitare luoghi, borghi, città che ancora non avevo visitato. L’Italia meritava un’ulteriore visita perché bellissima e completa di tutto: cultura, antiche tradizioni ed una storia impareggiabile. Fosse stato per me, ne avrei realizzato il giardino d’Europa con una tassa ai confini per chi la volesse visitare. La pandemia che ha colpito tutto il mondo aveva solo rimandato questo mio viaggio. Le vicende legate a questo triste avvenimento mi avevano fatto capire ancora di più come il nostro paese contenesse alcune fragilità di fondo che poi si sono manifestate puntualmente. Un paese, nel quale, essendo alto il numero delle persone anziane e malate con più patologie, ha purtroppo pagato un prezzo eccessivo al virus dilagante, con le migliaia di morti proprio in questa fascia di età...

Ho sempre sostenuto che uno stile di vita adeguato e l’esercizio continuo dello sport potesse essere efficace per prevenire molte malattie, in special modo il diabete, le malattie cardiocircolatori, i tumori e tanto altro, avendo il grande vantaggio di procrastinare l’invecchiamento e condurre una vita di benessere ed in definitiva più felice. Ecco, allora coniare e affiggere sul mio camper itinerante la scritta: ABBI CURA DI TE, LO SPORT LA TUA MEDICINA e partire per il mio tour nei primi giorni di settembre. Inaugurazione a Cosenza, mia città natale, dove l’emittente televisiva Ten Teleuropa, con l’ausilio della gentilissima conduttrice Anna Franchino ha voluto concedermi uno spazio per pubblicizzare il mio progetto Poi, il giorno dopo, inizio del viaggio partendo da Fuscaldo, il paese sulla costa tirrenica dove vivo e programmando lungo la via le mie tappe nei vari stadi, piazze ed aree dove solitamente si pratica dello sport. Da Cetraro e sede della Running School diretta magistralmente dalla d.ssa Teresa Zicca, ho puntato dritto verso la bellissima Sicilia del Barocco di Scicli, uno dei paesi più a Sud d’Italia; la città di Modica, Siracusa, Ragusa, Noto, Catania e Messina. In ognuna di queste località, accoglienza ed ospitalità calorosa in special modo dall’amico e grande atleta master Giovanni Finielli. Dalle interviste e dai video effettuati con lui allo stadio comunale di Ragusa, è emersa evidente da queste parti la carenza di strutture sportive e soprattutto di eventi che possano essere da traino allo sviluppo dello sport in generale. Poche aree verdi e parchi curati per consentire attività all’aria aperta. Di contro, invece, la grande voglia di quei pochi appassionati in tutte le fasce d’età che praticano in maniera continuativa uno sport. Ho visto persone correre sulle spiagge lunghe e assolate e lungo le strade, spesso in mezzo al traffico. Anche qualche visita nelle scuole, ha evidenziato ciò che già conoscevo e cioè la mancanza di palestre ed aree dedicate ad attività fisica. Dopo lo stretto, tappa obbligata in quel di Reggio Calabria, ospite della segretaria Fidal Regionale Giusy Lacava. Nella città dal superbo lungomare e sede dei famosissimi Bronzi, con lei, doppia visita allo stadio, con interviste ed esercitazioni dimostrative. Stesso percorso conoscitivo nella vicina Polistena, dove con l’aiuto dell’amico Ruggero Scarcella ho potuto conoscere realtà positive e stimolanti lo sport, altrimenti sconosciute. Poi, Castrovillari e incontro fruttuoso con la Società Tiger Running Club dell’amico Vincenzo Malomo, attivissimo collega, animatore e promotore di molte iniziative sportive in Calabria. Identica accoglienza in Catanzaro, dove ho incontrato gli amici della Soc. Fiamma Atletica, diretta dall’inossidabile prof. Piero Mirabelli. Ho incontrato giovani e anziani uniti e vogliosi di fare sport, tecnici volontari spendere il loro tempo gratuitamente per aiutare a crescere i loro allievi, sempre in numero davvero ridotto rispetto all’intera popolazione; sintomo delle stesse problematiche dette precedentemente: intorno bellezze naturali, sole, clima temperato, buon cibo, ma cultura sportiva scarsa e sedentarietà generalizzata. D’altra parte le statistiche del CONI parlano chiaro: il Sud Italia ha il più alto tasso di sedentarietà e un basso numero di tesserati alle varie federazioni. Risalendo verso Nord ho visitato la ridente Puglia, nominata per la seconda volta, la regione più bella del mondo, per il suo immenso patrimonio, culinario, artistico, storico e naturale. Gallipoli, Otranto, Ostuni, Polignano a Mare, Alberobello con i suoi Trulli, la ricca Bari e l’affascinante Lecce. Anche qui, allo stadio, la gentile e fattiva segretaria regionale Fidal, Sandra Buscicchio, mi ha fatto capire come , nonostante il suo impegno , manchi in generale una proposta seria alla diffusione generalizzata dell’attività fisica, visto anche l’esiguo numero di centri sportivi pubblici. Ho comunque notato un certo miglioramento nella partecipazione giovanile e delle categorie master rispetto alle regioni precedentemente visitate. Tappe nelle Marche e Umbria, regioni dove ho avuto il piacere di svolgere il mio sport dell’atletica leggera nelle società sportive della Sef Macerata e dell’Athlon Bastia dell’amico Antonio Rossi, leale avversario di sempre nelle corse veloci. Qui ho incontrato una realtà diversa che nel Sud: più impianti sportivi, migliore organizzazione con le amministrazioni comunali più presenti, un maggior numero di praticanti, sempre però pochi rispetto alla popolazione. Poi la Toscana dei mille borghi medievali, una regione unica al mondo per la varietà del suo territorio e Roma, caput mundi, che però fa fatica a confermare la sua grandezza. Una città dalle tante risorse che addirittura non ha al momento un palazzetto dello sport. Un vero peccato perché i praticanti lo sport sono tanti e mi è bastata una visita al campo sportivo delle Terme di Caracalla, ospite dell’amico Claudio Rapaccioni, per capire come ci sarebbe bisogno di un numero superiore di impianti per poter ospitare una domanda di sportivi molto consistente. Gli stessi limiti all’esercizio dello sport le ho riscontrate proseguendo il mio viaggio verso il nord Italia e visitando città come Genova, Torino e la grande Milano, mia città di adozione, dove sarebbero necessarie una maggiore attenzione sia dall’amministrazione pubblica che dai privati per l’ammodernamento delle strutture sportive e nella realizzazione di nuovi impianti. Possibile che anche Milano, uno dei centri finanziari più importanti d’Europa, ritornata ad essere la città da bere degli anni '80, non abbia un palazzetto dello sport? Comunque gratificante e felice il mio approdo alle pendici del famoso Monte Stella di Milano, sede di centinaia di storici e consueti frequentatori, amanti della corsa; anziani e giovani che poi si riversano nel campo attiguo, il XXV aprile, luogo sacro e simbolo dell’atletica leggera non solo meneghina. Festoso il mio incontro con gli amici e atleti della mia attuale società sportiva, il Road Runners Club del mitico ed insostituibile Isolano Motta. In pista ho incontrato l’amico, il fratello, il padre di tantissimi atleti, quel professore di nome Giorgio Rondelli, sì, proprio lui che da quarant’anni e per tutti i giorni, dimostra la sua passione e il suo valore allenando tutti, dai più giovani ai più grandi, e anche amatori e master, dopo aver portato negli anni '80 sul gradino più alto delle competizioni internazionali atleti come Alberto Cova e Francesco Panetta. Nella intervista da lui gentilmente concessami, e con l’esperienza di sempre, ha puntualmente stigmatizzato l’attuale crisi dei praticanti lo sport in Italia, soprattutto l’atletica leggera. Nell’ultima settimana del mio Tour mi sono recato a Verona e Bergamo e qui, un incontro interessante e produttivo con l’amico prof. Riccardo Longinari, sapiente ricercatore sportivo e studioso della genetica umana, legata al DNA. Da lui una relazione particolareggiata sulle enormi possibilità di correlare il Dna con il profilo sportivo degli atleti; da qui la nascita per suo merito e in collaborazione con Omar Beltram, della Train Evolution Academy, la scuola di formazione per professionisti nel settore sport, della salute e del fitness che insegna ad accompagnare gli atleti verso il raggiungimento dei loro obiettivi attraverso un percorso di Evoluzione personale. Tappa molto importante a Padova, dove ho potuto parcheggiare il mio camper dentro la pista di atletica della società sportiva Cus Padova. Tripudio di bambini ed accoglienza davvero calorosa. Merito indiscusso dell’amico Moreno Beggio, che si è sempre prodigato per la buona riuscita del nostro incontro. Grande piacere infine aver ricevuto i saluti della consigliera regionale FIDAL Rosa Marchi e della veterana Emma Mazzenga, pluricampionessa a livello mondiale nelle discipline veloci alla veneranda età di 87 anni. Purtroppo il mio camper non si è potuto fermare in alcune belle regioni come la Sardegna e la Campania per non citarne alcune altre molto interessanti. Oltre il tempo limitato a disposizione per il tour, l’epidemia del Covid ha spesso ostacolato il mio percorso organizzativo a causa di stadi chiusi e restrizioni a volte incomprensibili, quelle stesse che hanno reso triste e teso il Campionato Italiano Master, svoltosi ad Arezzo dal 9 all’11 ottobre. Un vero peccato non aver spesso riconosciuto i miei amici di sempre, diffidenti e mascherati fino all’avvio delle competizioni. Spalti vietati ad atleti e accompagnatori se non con autocertificazione e braccialetto colorato per ognuno dei tre giorni di gare e i controlli continui ed estenuanti. Sinceramente un evento contraddistinto da tanta amarezza e che avrebbe invece dovuto essere una festa per tutti. A parte ciò, posso affermare che il mio tour è stato un viaggio di esperienze umane notevoli con il quale non ho mai presunto minimamente di i poter modificare le carenze culturali in fatto di sport in Italia, solo un modesto contributo volontario di chi, ha sempre creduto nel benessere che lo sport procura e specialmente nei suoi valori.
VINCENZO FELICETTI

 

 

 

 

 

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